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Carroponte, Arci lancia la raccolta fondi: “Rispondiamo con la solidarietà”

Una raccolta fondi per difendere il futuro di ARCI Milano e, soprattutto, per non lasciare sola un’associazione che rischia di pagare un prezzo altissimo per la vicenda del Carroponte. È l’iniziativa lanciata da ARCI Milano, che torna a richiamare l’attenzione sul contenzioso con il Comune di Sesto San Giovanni relativo alle utenze elettriche dello spazio di via Granelli, gestito dall’associazione fino al 2018.

Al centro della controversia c’è un debito che si aggira intorno ai 380mila euro, maturato per i consumi energetici durante gli anni di gestione del Carroponte. Una vicenda che ha già attraversato diversi passaggi giudiziari e che oggi rischia di trasformarsi in un problema molto più grande della semplice controversia economica: la stessa sopravvivenza di ARCI Milano.

L’associazione non sostiene di non dover pagare. Al contrario, ribadisce di voler onorare il proprio debito, ma chiede da oltre quattro anni una soluzione che consenta di farlo senza compromettere la propria attività. Il nodo è la rateizzazione: ARCI vorrebbe un piano di rientro sostenibile, mentre il Comune continua a non concedere una dilazione superiore alle 24 rate.

Una rigidità che l’associazione considera incomprensibile e che interpreta come una scelta politica, non soltanto amministrativa. Secondo ARCI, infatti, esisterebbero gli strumenti per individuare una soluzione diversa, capace di garantire il recupero delle somme dovute senza mettere a rischio il futuro dell’organizzazione.

“La solidarietà non sostituisce la responsabilità del Comune”

È proprio da questa considerazione che nasce la nuova mobilitazione. ARCI Milano ha deciso di rivolgersi direttamente alle persone che negli anni hanno frequentato i suoi circoli, partecipato alle iniziative culturali, assistito ai concerti, preso parte a dibattiti e condiviso campagne e progetti di solidarietà.

“Una raccolta fondi non sostituisce la responsabilità del Comune di trovare una soluzione”, sottolinea l’associazione, chiarendo che la mobilitazione economica non intende sollevare l’amministrazione dalle proprie responsabilità, ma permettere ad ARCI di affrontare una fase particolarmente difficile e, contemporaneamente, coinvolgere una comunità più ampia.

L’appello è rivolto a tutti: non conta l’entità della donazione, quanto il significato collettivo del gesto. L’obiettivo è impedire che una realtà associativa venga lasciata sola proprio nel momento in cui si trova maggiormente in difficoltà.

“Se vogliono isolarci, rispondiamo con la solidarietà”, è il messaggio scelto per la campagna. Un’iniziativa che punta anche a sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo dell’associazionismo indipendente e sulla necessità di tutelare spazi di partecipazione, cultura e aggregazione.

La posizione del Comune

Sul fronte dell’amministrazione sestese, l’assessore Antonio Lamiranda ha respinto le contestazioni di ARCI, sostenendo che le iniziative giudiziarie e la campagna mediatica rappresentino una forma di pressione nei confronti del Comune. Lamiranda ha richiamato la necessità di tutelare le risorse pubbliche, contestando l’idea che l’amministrazione debba riservare ad ARCI un trattamento diverso da quello applicato agli altri debitori. L’assessore ha inoltre espresso perplessità sull’intervento di testimonial pubblici a sostegno dell’associazione e ha annunciato l’intenzione di portare la vicenda all’attenzione della Procura di Monza

Redazione "La Città"

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