
Lavoro e sfruttamento, ANPI accende i riflettori sui lavoratori invisibili
Le proteste, gli scioperi e le manifestazioni che in queste settimane attraversano l’Italia e altri Paesi europei raccontano un disagio sociale sempre più diffuso. Una crisi che, secondo ANPI Cinisello Balsamo e Umanità Migrante, affonda le radici nell’impoverimento di ampie fasce della popolazione e nella mancanza di prospettive per le giovani generazioni, senza che le politiche governative riescano a offrire risposte adeguate.
È in questo contesto che si inserisce l’iniziativa organizzata dalla sezione cittadina dell’ANPI, all’interno della rete Umanità Migrante, in programma sabato 7 novembre alle ore 17 in Villa Casati Stampa. Un appuntamento dedicato al tema del lavoro e, soprattutto, alle condizioni di chi subisce sfruttamento, spesso giovani, ma non soltanto.
“Il lavoro, che la nostra Costituzione ha posto a fondamento della vita democratica, assume talvolta i caratteri di una vera schiavitù”, sottolinea l’associazione, che intende riportare l’attenzione su una realtà spesso poco conosciuta e lontana dai riflettori.
Se la difficile condizione dei rider, impegnati nelle consegne sulle strade delle città, è ormai sotto gli occhi di tutti, molto meno visibile è quella di tanti altri lavoratori. Persone impiegate nei magazzini della logistica, nei laboratori che producono per i grandi marchi dell’alta moda, negli alberghi e persino nei musei. Settori diversi, accomunati da condizioni lavorative che possono nascondere situazioni di forte precarietà e sfruttamento.
L’incontro proposto da ANPI Cinisello cercherà di dare voce a queste realtà attraverso due testimonianze giornalistiche e di approfondimento.
La prima sarà il filmato “Life is a game”, che documenta una fittizia assemblea di rider e sarà presentato dalla regista Laura Carrer, giornalista freelance e ricercatrice.
La seconda sarà la pubblicazione “Sfruttamento made in Italy”, con prefazione di Tito Boeri, che verrà illustrata da Sara Monaci, giornalista del Sole 24 Ore.
Due inchieste per guardare oltre ciò che normalmente si vede e conoscere più da vicino il lavoro di chi, pur contribuendo alla ricchezza del Paese e al funzionamento di interi settori produttivi, resta spesso invisibile.
L’obiettivo dell’iniziativa è riportare al centro del dibattito pubblico il valore del lavoro e la dignità delle persone, in un momento storico in cui, secondo l’ANPI, il tema dello sfruttamento rischia di essere accantonato proprio mentre continua a segnare la vita di un numero crescente di cittadini.
