
Assemblee affollate a sinistra. La voglia di partecipare scuote Cinisello
Sabato scorso è stata una giornata densa di partecipazione politica a Cinisello Balsamo. Nel tardo pomeriggio Daniela Gasparini ha presentato il suo libro autobiografico. A Villa Casati Stampa decine di persone aspettavano in fila di farsi firmare una copia dall’ex sindaca democratica della città, per poi riempire il salone delle conferenze come non si vedeva da tempo. Spazio all’amarcord della Cinisello che fu ma anche a tanta politica per la Cinisello che sarà.
In mattinata invece si era riunito il PD in un’assemblea aperta alla cittadinanza. Il tema è sempre lo stesso, come rilanciare una città che sembra annichilita e ferma dopo 8 anni di amministrazione leghista. Il dibattito è stato appassionato e ben partecipato. E contraddice palesemente i luoghi comuni ormai radicati sul disinteresse generale verso la partecipazione politica. Non è così e non lo è soprattutto per il campo del centrosinistra, che ostinatamente si riunisce in molti momenti dell’anno, sotto differenti sigle, forme e modalità.
Sempre per discutere, apertamente, pubblicamente, nella maniera, l’unica che i democratici di ogni sfumatura conoscano, ovvero con trasparenza. Si chiama partecipazione e non è affatto il piglio arrogante della sinistra radical chic che ti spiega come si vive. No, mi spiace per i soliti detrattori della destra che ora alzando il sopracciglio infastiditi. Stiamo parlando di partecipazione, di assemblee e di opinioni che si confrontano, non solo negli spazi social, ma soprattutto in presenza, faccia a faccia, testa a testa.
Una cosa pressocché sconosciuta dalle parti della destra cinisellese. A mia memoria non ho mai visto, in questi ultimi anni, un’assemblea pubblica di Lega o Fratelli d’Italia, Forza Italia o civici di Ghilardi. Un’assemblea vera intendo, dove ci si confronta con la cittadinanza sui problemi reali, aperta per davvero al pubblico. I partiti della destra ci sono, sulla scheda elettorale, sui social. Al loro interno avvengono lotte di potere, scazzi, duelli, commissariamenti ma la cittadinanza non sa nulla.
Forse non deve sapere ciò che accade nelle segrete stanze. E loro, i partiti di destra, non spiegano, non danno notizie. Credono di non dover spiegazioni a nessuno. Hanno delle sedi aperte? Luoghi reali dove ci si incontra e dove è possibile presentare idee, reclami o proposte? E chi lo sa? Sappiamo soltanto che ci sono ma non si vedono, governano ma non si confrontano. E così sfiancano la politica, la partecipazione, la democrazia.
