
Milano, migliaia di giovani in piazza: “Riprendiamoci il futuro”
Milano torna a riempirsi di giovani che chiedono di essere ascoltati. Studenti delle scuole superiori, universitari, lavoratori e attivisti sono scesi in strada questa mattina, venerdì 30 ottobre, per una nuova giornata di mobilitazione contro il carovita, il riarmo e le crescenti difficoltà di accesso allo studio. Una protesta che, al di là degli slogan, racconta il disagio di una generazione che fatica a immaginare il proprio futuro e chiede alla politica risposte concrete.
Sono centinaia gli studenti che si sono radunati in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico, mentre un secondo corteo, promosso dal sindacato di base Usb nell’ambito dello sciopero generale, è partito da piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale. Due mobilitazioni destinate a convergere nel quadrante nordorientale della città, con un percorso che ha subito modifiche nel corso della mattinata.
“Riprendiamoci il futuro” è uno degli striscioni esposti dagli studenti. Un messaggio che sintetizza le ragioni di una protesta che non riguarda soltanto la scuola o l’università, ma investe questioni più profonde: il costo degli affitti, la precarietà del lavoro, le disuguaglianze sociali, le prospettive economiche e la possibilità stessa di costruire una vita autonoma.
A Milano, dove il costo dell’abitare rappresenta uno degli ostacoli principali per studenti e giovani lavoratori, queste rivendicazioni assumono un significato particolare. Il diritto allo studio rischia di diventare un privilegio quando frequentare l’università significa sostenere spese sempre più elevate per una stanza, i trasporti e i materiali didattici.
La mobilitazione arriva dopo settimane segnate anche da tensioni e violenze, culminate negli scontri del 17 e 18 ottobre. Episodi che hanno alimentato il dibattito sulla sicurezza e provocato un rafforzamento dei dispositivi di ordine pubblico. Ma sarebbe un errore sovrapporre quelle immagini all’intero movimento giovanile. Le manifestazioni pacifiche dei giorni successivi hanno mostrato che esiste una parte significativa di questa generazione che vuole esprimere il proprio dissenso senza ricorrere alla violenza.
È accaduto anche sabato 24 ottobre, quando migliaia di persone hanno attraversato Milano in una manifestazione conclusasi pacificamente davanti al Politecnico. Un segnale importante, soprattutto in una fase nella quale il confronto pubblico rischia di concentrarsi esclusivamente sulle questioni di ordine pubblico, lasciando in secondo piano le ragioni sociali della protesta.
