Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Il futuro del Nord Milano, Cgil apre il confronto su lavoro, innovazione e sviluppo

Quale futuro attende il Nord Milano? Come accompagnare le trasformazioni economiche e produttive senza lasciare indietro lavoratori e cittadini? E soprattutto, quale ruolo può giocare un territorio che ha rappresentato uno dei principali poli industriali italiani e che oggi è chiamato a ridefinire la propria identità?

Sono gli interrogativi al centro dell’iniziativa promossa dalla Cgil Milano, oggi martedì 27 ottobre, a partire dalle 9.30, a Sesto San Giovanni, presso l’Università degli Studi di Milano. Il titolo dell’appuntamento, «Il futuro del Nord Milano», riassume l’ambizione di aprire una riflessione sulle prospettive di sviluppo di un’area strategica per l’intera città metropolitana. A discterne numerosi protagonisti ed esperti del mondo economico e sociale. A cominciare dal segretario della Camera del Lavoro di Milano, Luca Stanzione.

Tre i grandi temi individuati dagli organizzatori: innovazione, lavoro e coesione sociale. Questioni strettamente collegate, soprattutto in un territorio che negli ultimi decenni ha attraversato una profonda trasformazione, passando dalla grande industria manifatturiera a un’economia sempre più diversificata, nella quale assumono un peso crescente i servizi, la ricerca e le nuove tecnologie.

Sesto San Giovanni rappresenta il simbolo di questo cambiamento. La città delle grandi fabbriche, dalla Falck alla Breda, è oggi al centro di importanti processi di rigenerazione urbana, a partire dalla trasformazione delle ex aree industriali. Ma la sfida riguarda l’intero Nord Milano, da Cinisello Balsamo a Bresso, da Cormano a Cusano Milanino e Paderno Dugnano.

Il nodo centrale è comprendere come le opportunità offerte dai nuovi investimenti possano tradursi in occupazione qualificata, servizi accessibili e miglioramento delle condizioni di vita dei residenti. Perché la crescita economica, da sola, non garantisce necessariamente una maggiore coesione sociale.

La Cgil milanese torna così a porre al centro del dibattito il rapporto tra sviluppo economico e diritti, in una fase nella quale il costo della casa, la precarietà lavorativa, la mobilità e le disuguaglianze rappresentano questioni decisive anche per il futuro dei comuni dell’hinterland.

L’appuntamento di Sesto vuole dunque essere un’occasione per ragionare sul destino di un territorio che continua a cambiare. Con una questione di fondo: fare in modo che il Nord Milano non sia soltanto uno spazio nel quale realizzare nuovi insediamenti e attrarre investimenti, ma una comunità capace di offrire opportunità, lavoro e qualità della vita a chi la abita.

Redazione "La Città"

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