
Flop colonnine elettriche a Cinisello, solo 5 sono attive su 39
Trentantanove colonnine di ricarica elettrica annunciate nell’ottobre 2024, diventate nel frattempo 35. Ma di queste, al 22 settembre scorso, soltanto cinque risultavano effettivamente funzionanti. A due anni dagli annunci della Giunta Ghilardi, il progetto per la mobilità elettrica a Cinisello Balsamo sembra procedere a rilento, senza che sia ancora stata indicata una data certa per il completamento della rete.
A sollevare il caso è il Partito Democratico, che attraverso un question time ha chiesto conto all’Amministrazione dello stato di avanzamento del progetto affidato ad A2A. La risposta del vicesindaco Giuseppe Berlino ha fatto emergere ritardi, problemi tecnici e diverse questioni ancora irrisolte.
Nell’ottobre 2024 la Giunta aveva presentato le 39 postazioni come una “promessa mantenuta”. A gennaio, il vicesindaco aveva anche posato accanto a una delle prime colonnine installate. Ma il quadro emerso oggi è decisamente meno incoraggiante.
Quattro delle ubicazioni originariamente individuate sono state eliminate per problemi strutturali, senza che siano state precisate le località interessate né eventuali soluzioni alternative. Secondo un sopralluogo della Polizia Locale, 28 siti risultavano conformi al progetto ma ancora privi della segnaletica orizzontale, sei presentavano difformità e una postazione non era stata realizzata. Per alcune colonnine manca inoltre il completamento dell’allacciamento alla rete elettrica.
L’assenza della segnaletica, che deve essere realizzata da A2A, impedisce anche alla Polizia Locale di sanzionare i veicoli che occupano impropriamente gli stalli destinati alla ricarica.
“Abbiamo chiesto quante colonnine fossero davvero utilizzabili e finalmente dopo mesi di silenzio è arrivato un numero. Ci è voluto il nostro question time per obbligare la Giunta a dare qualche informazione”, denuncia il capogruppo del PD Marco Tarantola. “Ma alla domanda più importante, quando sarà completata la rete annunciata ai cittadini, non è stata data una risposta”.
Il vicesindaco Berlino ha spiegato che il gestore è stato sollecitato a intervenire, senza però indicare scadenze precise.
Il PD punta il dito anche sugli accordi sottoscritti dal Comune. Il disciplinare approvato nel 2024 prevederebbe infatti l’installazione e l’attivazione delle postazioni entro 90 giorni dal rilascio della concessione, oltre a specifici obblighi per l’operatore e alla possibilità di revoca.
“È giusto chiedere ad A2A di assumersi le proprie responsabilità. Ma chi governa la città deve anche controllare l’esecuzione degli accordi e far valere gli strumenti legali a disposizione del Comune”, sottolinea il segretario cittadino del PD Andrea Catania.
Da qui la richiesta di conoscere gli accordi con il gestore, l’eventuale presenza di penali e la possibilità di ottenere un risarcimento per i ritardi, oltre a un cronoprogramma preciso e verificabile.
Per Tarantola e Catania la questione è soprattutto politica e riguarda la credibilità degli impegni assunti dall’Amministrazione. “Una colonnina installata ma inutilizzabile non è ancora il servizio annunciato alla città”.
