
Bufera sulle nomine alla Pelucca. “Scelte discutibili, servono competenze”
Non si placa la polemica sulla Fondazione La Pelucca di Sesto San Giovanni. Dopo i casi di scabbia che hanno coinvolto la RSA e le dimissioni del direttore generale, a finire nel mirino delle opposizioni sono ora le nuove nomine ai vertici della Fondazione. Il centrosinistra, PD in testa, contesta le scelte del sindaco Roberto Di Stefano, sollevando dubbi sulle competenze dei nuovi amministratori e chiedendo un piano di rilancio della struttura.
Al centro delle critiche ci sono Mario Giammarrusti, indicato per la presidenza, e Nausicaa Lo Iacono, per la vicepresidenza. “Dopo una vicenda che ha scosso la città, la priorità doveva essere garantire una guida competente e un progetto credibile per il futuro della RSA”, sostengono le opposizioni, che giudicano le nuove nomine motivo di “forte indignazione”.
La questione, secondo il centrosinistra, riguarda innanzitutto le competenze necessarie per amministrare una struttura che si occupa di anziani e persone fragili, reduce da mesi difficili e da una crisi di fiducia con le famiglie. “La Pelucca non è un incarico da assegnare per prestigio o vicinanza personale. Non basta cambiare i nomi per risolvere i problemi”, si legge nel comunicato.
Particolarmente duro il passaggio dedicato a Giammarrusti. Le opposizioni richiamano una sentenza della Corte dei conti del 2011 che, secondo quanto riportato nel comunicato, lo avrebbe condannato insieme all’allora sindaco di Limbiate al risarcimento di un danno erariale complessivo di 175mila euro. Chiedono inoltre chiarimenti sulla sua precedente rimozione dall’incarico di responsabile anticorruzione del Comune di Sesto San Giovanni. Si tratta di vicende richiamate dalle opposizioni, sulle quali viene sollecitata una ricostruzione puntuale.
Un altro elemento di critica riguarda il cumulo di incarichi di alcuni dei componenti del nuovo Consiglio di amministrazione. Il centrosinistra si domanda se questa concentrazione di responsabilità possa garantire il tempo e l’impegno necessari per affrontare una fase tanto delicata.
Le opposizioni chiamano direttamente in causa il sindaco Di Stefano, che ha individuato quattro componenti del nuovo CdA, attribuendogli la responsabilità politica delle scelte compiute. “La credibilità di una coalizione si misura anche dalle scelte che compie e dalla coerenza tra i valori che dichiara di difendere e le persone a cui affida responsabilità pubbliche».
La richiesta conclusiva è che venga reso pubblico un piano programmatico di rilancio della Fondazione, con obiettivi chiari e verificabili. Una richiesta che, precisano le opposizioni, non rappresenta in alcun modo un avallo delle nuove nomine.
“La Pelucca non può permettersi altri passi falsi. Al centro devono esserci gli ospiti, le loro famiglie e i lavoratori, non gli equilibri interni o le appartenenze personali”. Un messaggio rivolto all’amministrazione comunale, mentre resta aperta la questione più importante: come restituire serenità alle famiglie e garantire qualità e continuità dell’assistenza agli anziani ospitati nella struttura.
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