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Pittura, fotografia e scultura protagoniste a ColognART 2026

Raccontare il presente, suscitare emozioni e stimolare nuove riflessioni: questo è quanto può fare l’arte contemporanea con una serie di opere recentemente esposte nella rassegna ColognART, ospitata nella chiesa antica dei Santi Marco e Gregorio a Cologno Monzese, in un luogo d’incontro tra linguaggi artistici, sensibilità e visioni differenti. L’iniziativa ha offerto l’occasione per avvicinarsi alle opere di artisti attivi in ambito pittorico, fotografico e scultoreo.

Nella sezione dedicata alla pittura sono state premiate tre opere capaci di distinguersi a partire da titoli che evocano silenzio, profondità e dimensione simbolica. Il primo premio è stato assegnato a Camelia Rostom, autrice dell’opera Occhi nel silenzio degli abissi. Il titolo suggerisce un percorso di esplorazione interiore, nel quale lo sguardo diventa una possibile porta d’accesso a emozioni profonde e dimensioni nascoste. Al secondo posto si è classificata Liliana Fumagalli con Nel silenzio di mille parole, un titolo che richiama il rapporto tra ciò che viene espresso e ciò che rimane affidato alla sensibilità dell’osservatore. Il silenzio, in questa prospettiva, non rappresenta necessariamente un’assenza, ma può diventare uno spazio ricco di significati. Il terzo premio è andato a Gianfranco Liparulo con Corona di Persefone. Il riferimento mitologico evocato dal titolo apre a suggestioni simboliche, nelle quali il richiamo alla figura di Persefone può suggerire temi legati alla trasformazione, alla natura e al continuo alternarsi di luce e ombra.

Camelia Rostom, Occhi nel silenzio degli abissi.
Liliana Fumagalli, Nel silenzio di mille parole.
Gianfranco Liparulo, Corona di Persefone.

Nella sezione fotografia, il primo premio è stato assegnato a Romano Campalani per lo scatto Il vento. Questo elemento naturale, invisibile eppure percepibile attraverso i suoi effetti, offre alla fotografia molteplici possibilità narrative: movimento, trasformazione, leggerezza e forza. Il secondo premio è andato ad Anna Maria Schiariti con L’occhio del gatto. Il riferimento allo sguardo felino richiama il tema dell’osservazione e della percezione, suggerendo un punto di vista capace di attirare l’attenzione sui dettagli e sugli aspetti meno consueti della realtà quotidiana.

Romano Campalani, Il vento.
Anna Maria Schiariti, L’occhio del gatto.

La sezione scultura ha premiato due opere che, già attraverso i rispettivi titoli, suggeriscono un confronto tra la dimensione naturale e la capacità dell’artista di intervenire sulla materia. Il primo premio è stato assegnato a Maria Vaccari per Natura ferita. Il titolo richiama una questione di grande attualità: il rapporto tra l’essere umano e l’ambiente, la vulnerabilità degli ecosistemi e le conseguenze delle trasformazioni che interessano il mondo naturale. La grande orsa rappresenta la Natura sofferente e ferita, danneggiata dall’impatto degli esseri umani. Il cucciolo aggrappato a lei, bianco ed integro, racchiude in sé la speranza di un cambiamento in mano alle nuove generazioni. Al secondo posto si è classificato José Jairo Pelaez Pulgarin con Dragón. La figura del drago, presente in numerose tradizioni culturali, è ricca di significati e può evocare forza, mistero, energia e immaginazione. La scelta di un soggetto così riconoscibile offre uno spunto per riflettere sulla capacità della scultura di dare forma a creature e simboli che appartengono tanto alla memoria collettiva quanto alla fantasia individuale.

Maria Vaccari, Natura ferita.
José Jairo Pelaez Pulgarin, Dragón.

Oltre all’apprezzamento di opere originali e di grande pregio, manifestazioni come ColognART rivestono un’importanza significativa per la vita culturale del territorio. Offrire agli artisti un luogo espositivo significa riconoscere il valore della loro creatività, favorire la circolazione delle idee e dare spazio a occasioni d’incontro tra chi produce arte e chi desidera scoprirla.

I PROTAGONISTI DELLA MOSTRA E LE OPERE ESPOSTE PRESENTATI IN UN VIDEO

Emanuele Lavizzari

Dopo un titolo accademico in Lingue e Letterature Straniere ha lavorato in ambito turistico-alberghiero tra Spagna e Italia e nel settore della tecnologia in Germania. In seguito a un master universitario in ideazione e produzione audiovisiva approda al giornalismo. Ha collaborato con alcune testate locali in Lombardia, prima di giungere all’Associazione Italiana Sommelier, dove attualmente è responsabile del coordinamento redazionale e direttore editoriale della rivista “Vitae”. Ama l’impressionismo musicale, la poesia simbolista e le contaminazioni fra generi nella musica e nella letteratura. Passa agevolmente da una tastiera di pc a quella di un pianoforte, anche se tra i due preferisce decisamente il secondo. Questo è il motivo per cui si è dedicato a ulteriori studi e ha conseguito una laurea magistrale in Scienze della Musica con una tesi sul compositore spagnolo Manuel de Falla. Suoi grandi interessi sono anche l'analisi dei linguaggi dei mass media e l'atletica leggera. Ha corso tanti chilometri in pista, su strada e su percorsi campestri e non si è ancora stancato di farlo.

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