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Data center, la sindaca di Paderno: “Comuni lasciati soli”

La questione dei data center infiamma il dibattito politico nel Nord Milano. La sindaca di Paderno Dugnano, Anna Varisco, scende in campo insieme a decine di primi cittadini per chiedere una revisione delle regole che disciplinano l’insediamento dei data center. E si schiera apertamente a favore della moratoria proposta dai comitati contrari ai nuovi impianti.

L’iniziativa nasce da un appello sottoscritto da 57 sindaci e sindache, dopo le forti contestazioni che hanno investito alcuni amministratori locali. Al centro della protesta ci sono gli impatti ambientali e territoriali dei data center, ma anche il ruolo dei Comuni nelle procedure autorizzative.

“Siamo stati lasciati completamente soli a fronteggiare il dissenso”, denuncia la prima cittadina padernese, sottolineando come le amministrazioni locali si trovino spesso a gestire procedimenti sui quali dispongono di margini decisionali molto limitati.

La sindaca chiarisce un punto che considera fondamentale, anche nel confronto con alcuni cittadini e con esponenti della propria maggioranza. “Oggi per un sindaco l’insediamento di un data center non è una scelta, sì o no. Si tratta di sola gestione di procedimenti, senza grandi margini di trattativa. Perché la legge dice così”.

Una situazione che, secondo i firmatari dell’appello, rende necessario un intervento legislativo per restituire potere decisionale ai territori, prevedere una pianificazione degli insediamenti e garantire maggiori compensazioni rispetto agli impatti sulle comunità locali.

Ma la posizione della sindaca di Paderno va anche oltre la richiesta di nuove regole. “Personalmente condivido la proposta avanzata dai comitati di una moratoria: fermarci per rivedere le regole e provare a fare meglio”, afferma.

Una sospensione che, nelle intenzioni della prima cittadina, consentirebbe anche di coordinare la normativa nazionale e regionale con quella in discussione a livello europeo.

Il tema è quello di trovare un equilibrio tra lo sviluppo delle infrastrutture necessarie all’economia digitale e la tutela dei territori chiamati a ospitarle. Un equilibrio che, secondo gli amministratori firmatari, oggi non è sufficientemente garantito.

L’appello ha raccolto adesioni anche fuori dal Nord Milano e dalla Brianza, tra cui quelle delle sindache di Cambiago, Grazia Mangiagalli, e di San Zenone al Lambro, Arianna Tronconi. Altre adesioni sarebbero in arrivo.

Il messaggio politico è chiaro. I sindaci non vogliono essere ridotti a semplici esecutori di decisioni assunte altrove, soprattutto quando a dover rispondere delle conseguenze davanti ai cittadini sono proprio le amministrazioni comunali.

E da Paderno arriva una richiesta precisa: fermare la corsa ai nuovi insediamenti per definire finalmente regole che consentano ai territori di avere voce in capitolo.

Redazione "La Città"

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