
Due anni di cantieri per Entangled. Il Comitato Crocetta chiede partecipazione
Il progetto Entangled per la riqualificazione della Crocetta entra nella fase operativa, ma tra i residenti restano interrogativi sui cantieri, sulla viabilità e sui disagi che accompagneranno i lavori fino al 2028. A sollevarli è il Comitato Crocetta-Casati-Brollo, che ha partecipato alla presentazione pubblica del 15 ottobre in piazza Oriana Fallaci e ora chiede all’amministrazione comunale maggiore trasparenza e soprattutto un confronto effettivo con il quartiere.
Al centro delle preoccupazioni ci sono le conseguenze dei lavori, il cui avvio è previsto a breve, sulla circolazione e sulla vita quotidiana dei cittadini. Ma il Comitato contesta anche le modalità con cui è stato organizzato il primo incontro pubblico.
“Avevamo chiesto di spostarlo nel tardo pomeriggio o al sabato, per consentire anche a chi lavora di partecipare”, spiegano i rappresentanti dei residenti. L’appuntamento è stato invece confermato alle 10 del mattino, con una partecipazione giudicata scarsa. “La partecipazione va resa possibile, non soltanto dichiarata”, è la critica rivolta alla giunta Ghilardi.
L’amministrazione ha annunciato ulteriori incontri tecnici sul territorio, ma il Comitato chiede che vengano fissati in giorni e orari accessibili e che le informazioni sui cantieri non siano affidate soltanto ai colloqui individuali con un referente.
“La chiusura di una strada o la sospensione di un servizio riguardano l’intero quartiere e richiedono informazioni chiare e preventive”, sottolineano dal Comitato.
Il progetto Entangled, sostenuto da un investimento di circa 20,7 milioni di euro, punta a trasformare la Crocetta attraverso interventi su edifici, spazi pubblici, servizi e collegamenti. Un’operazione importante per uno dei quartieri più complessi della città, che tuttavia dovrà fare i conti con le conseguenze di un cantiere destinato a durare oltre due anni.
Il messaggio del Comitato è chiaro. La riqualificazione è un’opportunità, ma non può essere realizzata senza coinvolgere chi nel quartiere vive ogni giorno. E la partecipazione, prima ancora che uno slogan, deve diventare una pratica concreta.
