
Pelucca, il sindaco nomina il Cda e il PD attacca: “Sempre gli stessi nomi”
Pelucca, il sindaco nomina il Cda e il PD attacca: “Sempre gli stessi nomi”
Nuove nomine e nuove polemiche a Sesto San Giovanni. Questa volta al centro dello scontro politico c’è la Fondazione La Pelucca, importante realtà cittadina nell’assistenza agli anziani, per la quale il sindaco Roberto Di Stefano ha designato quattro componenti del consiglio di amministrazione. Una scelta che il Partito Democratico contesta apertamente, denunciando il ripetersi degli stessi nomi negli organismi delle fondazioni e delle società pubbliche e chiedendo al primo cittadino di spiegare i criteri adottati.
Con un decreto del 7 ottobre, Di Stefano ha nominato Luca Baccaro, Barbara Mancari, Vincenzo Mastrandrea e Martina Salasso. Il PD aveva presentato due candidature alternative, entrambe respinte: un’infermiera con una lunga esperienza nell’assistenza sanitaria e una figura professionale esperta di bilanci aziendali. Due profili che, secondo i democratici, avrebbero garantito competenze particolarmente utili per una fondazione chiamata a coniugare qualità delle cure e sostenibilità economica.
Ma è soprattutto il sistema delle nomine a finire sotto accusa. Il PD punta il dito contro la presenza ricorrente di alcune persone in organismi diversi, spesso legate all’amministrazione comunale o al centrodestra.
Martina Salasso, ad esempio, fa parte dell’ufficio stampa del Comune, che si occupa della comunicazione istituzionale del sindaco e della giunta, ed è già componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Generiamo. Nello stesso organismo siede Patrizia Iginia Palazzini, anch’essa appartenente all’ufficio stampa comunale.
Vincenzo Mastrandrea era già stato nominato nel 2025 nel consiglio di amministrazione della Fondazione ISEC. Barbara Mancari, invece, è assistente parlamentare dell’eurodeputata leghista Silvia Sardone, oltre a ricoprire incarichi nel consiglio di amministrazione di CAP Holding e alla presidenza di ZeroC.
“Cambiano gli enti, ritornano gli stessi nomi”, osservano i consiglieri democratici, secondo i quali questa concentrazione di incarichi restituisce l’immagine di un sistema di selezione troppo ristretto, nel quale le competenze professionali rischiano di passare in secondo piano rispetto ai rapporti politici e personali.
Da qui la richiesta rivolta direttamente al sindaco di chiarire quali siano state le competenze decisive nella scelta dei nuovi amministratori e perché siano state scartate le candidature proposte dall’opposizione.
La questione assume un peso particolare considerando il ruolo sociale della Pelucca, struttura che negli ultimi mesi è stata anche al centro dell’attenzione per le segnalazioni relative ai casi di scabbia e alle difficoltà di comunicazione con i familiari degli ospiti.
“La Pelucca è un patrimonio sociale della città, non della maggioranza che governa il Comune”, conclude il PD, chiedendo che la priorità torni a essere la qualità dell’assistenza, la tutela degli ospiti e delle famiglie e la valorizzazione dei lavoratori.
