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Graffiti, buio e degrado. I sottopassi di Sesto meritano attenzione

di Tore Leone

Tra tag sui muri, odore di urina, lampade annerite e intonaco che si sgretola, i passaggi cittadini sotterranei che uniscono le due anime di Sesto San Giovani, attraversata dalla ferrovia, tra le via Roma/Marelli e quello dal Carroponte verso la via Del Riccio, mostrano evidenti segni di trascuratezza. Il problema non sono soltanto le scritte sui muri.

Un graffito, una tag, un disegno possono anche essere interpretati come una forma di espressione urbana, magari discutibile dal punto di vista del decoro, ma comunque riconducibile a una precisa cultura giovanile e artistica. Ma le condizioni complessive in cui si presentano i due sottopassi meriterebbero maggiore attenzione: pareti imbrattate, intonaco deteriorato, calcinacci che si sono staccati in alcuni punti e, soprattutto, un odore acre di urina che rende l’ambiente degradato.

C’è anche il capitolo illuminazione. Le lampade, in parte annerite, quando non coperte da vernici, proiettano una luce fioca, trasformando il percorso in una penombra che non aiuta chi deve attraversare il sottopassaggio.

Attraversarli da soli, soprattutto nelle ore serali, non è certo un’esperienza rassicurante.La presenza di cestini all’ingresso e all’uscita dei sottopassaggi potrebbe essere accompagnata da una pulizia regolare delle aree circostanti, soprattutto se utilizzate come servizi igienici.

L’ipotesi di installare orinatoi in punti appositamente individuati, progettati per essere facilmente puliti e manutenuti, potrebbe essere uno dei rimedi. La sensazione è che ai due sottopassaggi oggi manca soprattutto una manutenzione costante.

Anche la piastrellatura delle pareti è un ottimo viatico, utilizzato per esempio nelle città del nord Europa, poiché sono più facilmente lavabili quando vengono imbrattate o comunque sporcate. Ripristinare gli intonaci deteriorati, verificare le condizioni delle pareti, pulire o sostituire i corpi illuminanti, rimuovere periodicamente i rifiuti e mantenere decorose le aree di accesso sarebbero interventi di diversa entità, ma tutti riconducibili a un unico principio: la cura dello spazio pubblico.

Il degrado, quando viene lasciato sedimentare giorno dopo giorno, rischia di diventare la normalità.

Redazione "La Città"

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