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Anna Frank, dieci anni di Montessori nella scuola pubblica di Cinisello

Un genitore racconta

Tra viale Fulvio Testi e l’autostrada A4, nel quartiere Crocetta di Cinisello Balsamo, c’è una scuola pubblica che da dieci anni prova a dare una risposta concreta a una domanda semplice e impegnativa insieme: è possibile portare il pensiero di Maria Montessori dentro la scuola pubblica contemporanea, confrontandosi ogni giorno con la complessità sociale, culturale e educativa di un grande contesto urbano?

Per chi lavora e studia alla scuola Anna Frank la risposta è racchiusa nel titolo del convegno nazionale che si terrà il prossimo 10 ottobre al Cinema Teatro Pax di Cinisello Balsamo: “Si può fare! – 10 anni di scuola Montessori pubblica a Cinisello Balsamo”.

L’iniziativa nasce in occasione del decennale dell’esperienza montessoriana sviluppata all’interno della scuola pubblica Anna Frank. Un traguardo significativo non soltanto per la comunità scolastica, ma anche per il panorama educativo nazionale, dove esperienze così lunghe, continuative e documentate all’interno della scuola pubblica sono ancora rare.

Ma il convegno non vuole essere soltanto una celebrazione. L’obiettivo è raccontare, analizzare e mettere a disposizione di insegnanti, educatori, dirigenti scolastici e studiosi un’esperienza educativa costruita giorno dopo giorno attraverso il lavoro di docenti, maestre, supervisori, famiglie e dirigenza scolastica.

La giornata ripercorrerà la nascita e lo sviluppo del progetto, approfondendo alcuni nuclei centrali del pensiero montessoriano: i bisogni evolutivi del bambino, il ruolo dell’ambiente preparato, la Casa dei Bambini come spazio di crescita dell’autonomia, il lavoro libero, le classi eterogenee, l’educazione cosmica e la costruzione di un modello educativo capace di accompagnare anche l’adolescenza.

Un aspetto particolarmente interessante riguarda il contesto nel quale questa esperienza si è sviluppata. Non si tratta infatti di una realtà selezionata o protetta. Il metodo Montessori ha preso forma all’interno di una scuola pubblica inserita in un quartiere periferico caratterizzato da una forte presenza multiculturale e da una significativa complessità sociale. Proprio qui i principi montessoriani hanno dovuto confrontarsi con le sfide quotidiane della scuola reale, traducendosi in pratiche concrete, organizzazioni didattiche, modalità di lavoro e percorsi educativi capaci di rispondere ai bisogni degli studenti.

In questi dieci anni il lavoro degli insegnanti e dei supervisori si è concentrato su una domanda fondamentale: come rendere vivo, rigoroso e attuale il pensiero di Maria Montessori senza ridurlo a una semplice etichetta pedagogica?

Le risposte maturate lungo il percorso rappresentano oggi un patrimonio di esperienza che la comunità educativa sente il dovere di conservare e condividere. Per questo motivo uno dei momenti centrali dell’iniziativa sarà la presentazione del volume realizzato in occasione del convegno.

Riduttivo definirlo semplicemente una raccolta di atti. Il libro contiene certamente i contributi dei relatori e le riflessioni delle persone che hanno partecipato alla costruzione dell’esperienza, ma va oltre la tradizionale documentazione convegnistica. Al suo interno trovano spazio descrizioni dettagliate delle attività didattiche, dei dispositivi educativi adottati, delle pratiche sviluppate nel tempo e dei principi pedagogici che le sostengono.

L’intenzione è quella di offrire una documentazione accurata e sistematica del modello educativo costruito a Cinisello Balsamo: non soltanto raccontare ciò che è stato fatto, ma spiegare come è stato fatto, perché sono state compiute determinate scelte e quali riflessioni sono nate dall’esperienza concreta.

Un patrimonio che potrà diventare materiale di studio, confronto e approfondimento anche per altre scuole interessate a percorsi analoghi. Nella storia di questa esperienza assume inoltre un significato particolare il lavoro svolto sulla scuola secondaria di primo grado a metodo Montessori.

Si tratta infatti di una realtà relativamente recente nel panorama scolastico italiano. Il modello Montessori per la scuola media è entrato nell’ordinamento scolastico grazie a una sperimentazione nazionale condotta da quattro scuole, tra le quali figura anche quella di Cinisello Balsamo. Un percorso che ha contribuito a rendere disponibile questa opportunità educativa a tutte le scuole che desiderano intraprenderla secondo i criteri previsti dalla normativa.

In questo senso l’esperienza della Anna Frank non racconta solo una storia locale, ma partecipa a una trasformazione più ampia della scuola italiana. Durante il convegno emergeranno anche alcuni dei principi che hanno orientato il lavoro educativo di questi anni: il sapere come esperienza vissuta, la relazione educativa come motore della crescita, la fiducia nelle potenzialità di ogni persona, la costruzione dell’autonomia e l’educazione al desiderio di apprendere.

Temi che attraversano tutta l’opera di Maria Montessori e che continuano a interrogare la scuola contemporanea. Forse è proprio questo il significato più profondo del titolo scelto per l’iniziativa.

“Si può fare!” non è soltanto l’affermazione di un risultato raggiunto. È il tentativo di mostrare, attraverso dieci anni di lavoro quotidiano, che i principi montessoriani possono continuare a vivere nella scuola pubblica di oggi, confrontandosi con la complessità culturale e sociale del presente senza perdere la loro forza originaria.

Il convegno, di respiro nazionale, si svolgerà sabato 10 ottobre 2026 presso il Cinema Teatro Pax di Cinisello Balsamo. La registrazione dei partecipanti inizierà alle ore 8, i saluti istituzionali sono previsti per le 8.30 e i lavori proseguiranno fino alle 17.30, con momenti dedicati al confronto e agli interventi del pubblico.

Dieci anni dopo l’inizio di questa avventura educativa, l’obiettivo non sembra essere tanto quello di celebrare un traguardo quanto di aprire una nuova fase: trasformare un’esperienza concreta in una conoscenza condivisa. Perché, come suggerisce il titolo del convegno, a volte le esperienze più importanti non chiedono soltanto di essere raccontate. Chiedono di essere messe a disposizione degli altri.

Redazione "La Città"

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