
Di Stefano si autocelebra e racconta in un libro la conquista di Sesto
La conquista politica di Sesto San Giovanni vista e raccontata dal protagonista che nel 2017 mise fine a oltre settant’anni di amministrazioni di sinistra. Roberto Di Stefano affida a un libro la sua versione di quella svolta e degli anni che l’hanno seguita. Il titolo lascia pochi dubbi sulla chiave scelta: “Espugnare l’impossibile – Il crollo della Stalingrado d’Italia”.
Il volume, pubblicato da Oaks Editrice e composto da 250 pagine, sarà presentato domenica 18 ottobre alle 18 a Spazio Arte, in via Maestri del Lavoro. L’autore è lo stesso sindaco di Sesto, oggi al secondo mandato.
Al centro c’è inevitabilmente la vicenda politica di una città che per decenni è stata uno dei simboli nazionali della sinistra italiana. “Stalingrado d’Italia” è infatti il soprannome che accompagna Sesto dalla sua storia operaia e antifascista, dalla Resistenza nelle grandi fabbriche e, successivamente, dalla lunghissima egemonia politica del Pci e dei suoi eredi. Una storia terminata sul piano amministrativo nel 2017, quando Di Stefano vinse le elezioni comunali e il centrodestra conquistò per la prima volta il comune.
È proprio quella rottura che il titolo del libro trasforma nell’“impossibile” da espugnare. Il volume si presenta dunque anche come il racconto politico di un cambio di stagione: la costruzione dell’alternativa alla sinistra, la conquista del Comune e gli anni di governo che hanno accompagnato la trasformazione urbanistica e sociale di Sesto.
Il titolo contiene già una tesi politica precisa. Non parla semplicemente di alternanza, ma di “crollo” della Stalingrado d’Italia, scegliendo una metafora che mette in relazione la vittoria del centrodestra con la fine di un sistema di potere che aveva governato la città per decenni. Una lettura evidentemente dal punto di vista di Di Stefano e che sarà interessante confrontare con la ricostruzione storica di una città la cui identità operaia e antifascista precede di molto le più recenti vicende elettorali.
Sesto, del resto, non fu chiamata Stalingrado d’Italia soltanto perché votava a sinistra. Il soprannome affonda le radici nelle lotte operaie, negli scioperi contro il fascismo, nella Resistenza e nelle deportazioni dei lavoratori delle grandi fabbriche. Una storia che valse alla città la Medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza e che nel dopoguerra si intrecciò con il lunghissimo predominio elettorale della sinistra.
“Espugnare l’impossibile” arriva inoltre in un momento particolare. Di Stefano si avvicina alla conclusione del suo secondo mandato e Sesto guarda già alle elezioni comunali del 2027. Il libro assume così inevitabilmente anche il carattere di un bilancio politico: il racconto di come il centrodestra conquistò quella che sembrava una roccaforte inespugnabile e di come, secondo il suo principale protagonista, la città sia cambiata da allora.
