
Scabbia alla RSA, la denuncia dei familiari: “Ritardi e ospiti esposti al contagio”
Il caso della scabbia alla Pelucca di Sesto San Giovanni si allarga e assume contorni sempre più delicati. Dopo le richieste di chiarimento avanzate dal PD e da tutte le forze di opposizione e la replica della Fondazione, ora sono direttamente i familiari degli anziani ospitati nella RSA di via Boccaccio a ricostruire quanto sarebbe accaduto tra la fine di agosto e settembre. Lo fanno mettendo in fila date, contagi, isolamenti e comunicazioni che, se confermati integralmente, solleverebbero interrogativi sui tempi con cui l’emergenza è stata affrontata.
Secondo la ricostruzione dei parenti, uno dei primi casi sarebbe stato accertato il 24 agosto attraverso una visita dermatologica privata richiesta dalla famiglia di un’ospite. Il giorno successivo sarebbe iniziata la terapia per un altro anziano e il 28 agosto i familiari avrebbero appreso che al primo piano erano presenti almeno tre casi.
Ma il passaggio più delicato riguarda il 27 agosto. Quel giorno nella struttura si svolse la consueta festa mensile dei compleanni, con decine di ospiti, parenti e volontari. Secondo i familiari, almeno un anziano contagiato avrebbe partecipato all’iniziativa. Una circostanza che trova riscontro anche nella ricostruzione pubblicata dal Corriere della Sera, secondo cui alla festa erano presenti due ospiti già contagiati.
I parenti sostengono inoltre che il 31 agosto, contattando direttamente ATS, una famiglia avrebbe appreso che non risultava ancora alcuna segnalazione da parte della RSA. Nella stessa giornata AVO, venuta a conoscenza della situazione pur senza avere ricevuto, secondo quanto riferito, una comunicazione ufficiale dalla struttura, decise di sospendere l’accesso dei propri volontari.
Il 4 settembre ATS effettuò un sopralluogo. Secondo i familiari, tuttavia, fino al 9 settembre l’ingresso dei visitatori sarebbe proseguito senza particolari dispositivi di protezione. Solo da quella data sarebbe comparso l’avviso che prescriveva l’utilizzo di camice e guanti. Nel frattempo i contagi avrebbero raggiunto anche il terzo piano e altri casi sarebbero comparsi nelle settimane successive.
La contestazione dei parenti riguarda anche la profilassi, che sarebbe stata avviata in modo progressivo anziché contemporaneamente, con alcuni ospiti sottoposti al primo trattamento soltanto il 25 settembre. Viene inoltre segnalata la rotazione del personale tra i diversi piani della struttura e una progressiva riduzione degli operatori disponibili, con ripercussioni, sempre secondo i familiari, sull’assistenza quotidiana agli anziani.
Accuse e ricostruzioni alle quali la Fondazione La Pelucca ha già contrapposto una versione diversa. Il direttore generale Giuseppe Minutolo ha affermato che la struttura ha informato ATS, attivato protocolli terapeutici e preventivi per ospiti e dipendenti, registrato i casi sul portale dedicato, effettuato trattamenti di sanificazione e programmato controlli dermatologici. Al primo ottobre, secondo la Fondazione, rimaneva un solo caso, mentre gli altri erano stati trattati. Minutolo ha inoltre respinto l’idea di una gestione opaca e invitato la politica a non alimentare allarmismi.
Una replica che non ha però convinto le opposizioni sestesi. PD, AVS, Città in Comune, Azione Sesto, Rifondazione Comunista, Italia Viva, Reinventiamo Sesto, Movimento 5 Stelle e Cittadin* Sestesi avevano già chiesto chiarimenti sulla diffusione della scabbia e soprattutto sulla mancata o tardiva informazione ai volontari. Dopo le spiegazioni della Fondazione hanno ribadito che diversi interrogativi restano senza risposta.
Ora la lettera dei familiari sposta ulteriormente il confronto. Perché non siamo più soltanto davanti a una polemica tra maggioranza e opposizione, ma alle testimonianze di chi frequenta quotidianamente la struttura e sostiene di poter documentare quanto affermato.
La vicenda richiede quindi qualcosa di più di comunicati contrapposti. Servono risposte puntuali sulla cronologia delle segnalazioni ad ATS, sul numero effettivo dei casi, sulle misure adottate dopo i primi contagi, sui tempi della profilassi e sulle ragioni per cui la festa del 27 agosto si sia svolta nonostante fossero già emersi casi di scabbia.
La Pelucca non è una struttura qualsiasi nella vita di Sesto. La Fondazione gestisce servizi rivolti ad anziani e persone fragili e nella sede di via Boccaccio sono presenti una RSA e un Centro Diurno Integrato. Proprio per questo trasparenza e tempestività delle informazioni diventano essenziali.
E c’è anche una responsabilità politica che l’opposizione chiede di chiarire. Il Comune è direttamente coinvolto nella governance della Fondazione: proprio nelle scorse settimane Palazzo comunale ha pubblicato l’avviso per la nomina di quattro componenti del nuovo Consiglio di amministrazione. Davanti a una vicenda di questa portata, dunque, non basta liquidare le richieste di chiarimento come polemica politica.
