
Sesto, la “zona rossa” parte con una rissa a bottigliate in piazza
Il primo giorno della zona rossa non cancella i problemi del Rondò. Anzi, mentre entrano in vigore i controlli rafforzati decisi dalla Prefettura, da Sesto San Giovanni continuano ad arrivare segnali di una situazione tutt’altro che normalizzata.
Nelle prime ore del nuovo dispositivo di sicurezza si registra infatti ancora una rissa con lancio di bottiglie in piazza Oldrini, episodio che riporta immediatamente al centro dell’attenzione uno dei fenomeni che negli ultimi mesi hanno maggiormente esasperato gli abitanti del quartiere. Un debutto complicato per la zona a vigilanza rafforzata, anche se naturalmente sarebbe prematuro misurare l’efficacia di un provvedimento destinato a durare sei mesi sulla base delle prime ventiquattro ore.
Dal 1° ottobre il dispositivo riguarda non soltanto il quadrante Rondò-Torretta, ma anche l’area della stazione ferroviaria. Al Rondò sono comprese, tra le altre, piazza Trento e Trieste, piazza IV Novembre, piazza Oldrini, via Risorgimento, via Marconi, via Roma, via Breda e via Rovani. Alla stazione il perimetro interessa piazza Primo Maggio e viale Gramsci. Sono previsti pattugliamenti appiedati, identificazioni, maggiori servizi serali e notturni e la possibilità di allontanare determinati soggetti già interessati da denunce o provvedimenti e responsabili di comportamenti molesti o pericolosi.
Ma nel quartiere prevale ancora la prudenza. Residenti e commercianti chiedono soprattutto continuità, perché il problema non è avere molte divise al Rondò per qualche giorno, ma garantire un presidio capace di durare nel tempo. Il Comitato Riprendiamoci Piazza Trento e Trieste rivendica tre anni di segnalazioni e proteste e contesta anche l’idea che l’arrivo della zona rossa sia esclusivamente il risultato dell’iniziativa del Comune.
