
Primo giorno di zona rossa al Rondò. Più controlli ma i residenti chiedono risultati
È scattata oggi, 1 ottobre, la “zona rossa” al Rondò-Torretta e nell’area della stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni. Una misura decisa dalla Prefettura che rafforza controlli e presenza delle forze dell’ordine nelle aree considerate più problematiche della città, dopo anni segnati da segnalazioni di risse, spaccio, aggressioni, bivacchi e degrado.
Il primo giorno del nuovo regime di vigilanza arriva dopo un lungo braccio di ferro politico e soprattutto dopo le ripetute proteste dei residenti. Il sindaco leghista Roberto Di Stefano rivendica il provvedimento come risultato della richiesta avanzata dal Comune alla Prefettura. “È un risultato concreto per il rafforzamento della sicurezza”, aveva dichiarato dopo il via libera, ricordando le operazioni ad alto impatto, i controlli, le ordinanze e le iniziative contro spaccio e degrado già messe in campo dall’amministrazione.
La lettura delle opposizioni è esattamente opposta. Per il PD la necessità di ricorrere a una misura straordinaria rappresenta la conferma che il problema è stato sottovalutato per troppo tempo. I democratici ricordano di avere chiesto negli anni più agenti di Polizia Locale, il ritorno dell’agente di quartiere e una maggiore presenza sul territorio. “La zona rossa non è una politica per la sicurezza, ma una risposta a un’emergenza che si sarebbe dovuta affrontare molto prima”, sostiene il gruppo consiliare, mettendo in guardia anche dal rischio che i fenomeni vengano semplicemente spostati in altre zone della città.
Critico anche il Comitato Riprendiamoci Piazza Trento e Trieste, protagonista in questi anni di raccolte firme, manifestazioni, esposti e continue segnalazioni. I residenti contestano soprattutto la ricostruzione secondo cui il risultato sarebbe riconducibile principalmente all’iniziativa del Comune. “Sono i cittadini che non hanno mollato”, sostiene il Comitato, ricordando tre anni di denunce su spaccio, risse, schiamazzi, vandalismi e situazioni di degrado. La richiesta adesso è semplice: una presenza delle forze dell’ordine che sia costante e non limitata a interventi occasionali.
Ed è proprio questo il sentimento che emerge dal quartiere nel giorno del debutto della zona rossa. Residenti e commercianti accolgono generalmente con favore l’aumento dei controlli, ma aspettano di verificarne gli effetti nel tempo. “L’auspicio è di avere più presidio da parte delle forze dell’ordine, racconta un residente di piazza Trento e Trieste, sottolineando che nelle ultime settimane l’aumento dei pattugliamenti avrebbe già contribuito a rendere la situazione più tranquilla. Anche diversi commercianti chiedono continuità nei controlli dopo mesi nei quali la percezione di insicurezza ha inciso sulla frequentazione serale del quartiere.
