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Sesto, Morsiani boccia le ronde civiche: “La sicurezza non si improvvisa”

La sicurezza diventa subito uno dei terreni principali dello scontro politico a Sesto San Giovanni. E non poteva essere diversamente dopo che il PD ha indicato come candidata sindaca Paola Morsiani, ex dirigente della Polizia di Stato, che proprio sul tema sceglie di marcare una netta distanza dall’amministrazione del leghista Roberto Di Stefano.

L’ultimo terreno di confronto sono i “City Guardians”, il presidio civico organizzato approvato dalla Giunta. Volontari che, dopo almeno 40 ore di formazione, saranno coordinati dalla Polizia Locale e impiegati nelle piazze e nelle zone più frequentate. Non avranno poteri di polizia né potranno identificare o intervenire direttamente, ma dovranno osservare, orientare i cittadini e segnalare eventuali criticità alla centrale operativa. “Loro osservano e segnalano, le forze dell’ordine intervengono”, sintetizza Di Stefano.

Una scelta che arriva a pochi giorni da un altro provvedimento straordinario. Da ottobre il quartiere Rondò-Torretta sarà infatti interessato da una Zona a Vigilanza Rafforzata, dopo il via libera arrivato in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica alla richiesta avanzata dal sindaco. Una misura che comporterà un rafforzamento dei controlli e della presenza delle forze dell’ordine.

È proprio la successione dei due provvedimenti, zona rossa prima e volontari civici subito dopo, a offrire all’opposizione l’argomento politico. Per il PD non si tratta della dimostrazione dell’efficacia delle politiche sulla sicurezza, ma del segnale che dopo nove anni di governo del centrodestra il problema ha raggiunto una dimensione tale da richiedere interventi straordinari. Già sulla zona rossa i democratici avevano ricordato di avere chiesto più agenti di Polizia Locale, il ritorno dell’agente di quartiere e un maggiore presidio del territorio.

Ora Morsiani alza ulteriormente il livello del confronto, anche in virtù della propria esperienza professionale. “La sicurezza di una città è una cosa troppo seria per essere affidata all’improvvisazione o alla propaganda”, afferma la candidata indicata dal PD. Per Morsiani istituzioni e forze dell’ordine devono essere rafforzate e messe nelle condizioni di lavorare, mentre la risposta dovrebbe passare dai Patti per la Sicurezza con Prefettura e Ministero, dal potenziamento degli organici, dalla riorganizzazione della Polizia Locale e da un lavoro di prevenzione nei quartieri.

Ancora più duro il segretario cittadino del PD Marco Tremolada, secondo il quale affidare ai cittadini compiti di presidio sarebbe “l’ammissione di un fallimento politico”. I dem contestano soprattutto la scelta di ricorrere ai volontari mentre, sostengono, in passato la maggioranza avrebbe respinto le loro richieste di aumentare gli organici della Polizia Locale.

La sicurezza si prepara così a diventare una delle grandi partite verso le prossime comunali. Da una parte Di Stefano, che rivendica zona a vigilanza rafforzata, ordinanze e nuovi presidi civici. Dall’altra Morsiani, che proprio dalla sua esperienza nella Polizia di Stato prova a costruire un modello alternativo fondato su professionalità, organici, prevenzione e collaborazione istituzionale.

Redazione "La Città"

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