
Metrotranvia, cantieri fermi. Ristori ai commercianti ma lo stallo continua
La metrotranvia Milano-Seregno resta ferma al palo. E mentre i lavori non ripartono, nei Comuni attraversati dalla futura linea cresce l’insofferenza per cantieri aperti da anni, viabilità modificata e attività commerciali penalizzate. Bresso è probabilmente uno dei territori che sta pagando il prezzo più alto.
L’ultimo vertice, mercoledì 23 settembre nella sede della Città Metropolitana, non ha prodotto lo sblocco atteso. Sindaci ed enti coinvolti torneranno a incontrarsi il 28 ottobre. Nel frattempo i cantieri restano sostanzialmente fermi e appare ormai superata anche la previsione che indicava nella primavera del 2028 il completamento dell’opera.
Il problema continua a essere soprattutto economico. Gli extracosti, determinati dall’aumento dei prezzi dei materiali, dagli adeguamenti e dalle varianti, erano stati quantificati in primavera in circa 120 milioni di euro, ma successive valutazioni hanno indicato un fabbisogno che potrebbe arrivare fino a 150 milioni.
Qualche risorsa nel frattempo è arrivata. Città Metropolitana aveva già messo sul tavolo 13 milioni aggiuntivi nel dicembre 2025, mentre Regione Lombardia ha stanziato altri 25 milioni, 15 nel 2029 e 10 nel 2030. Una boccata d’ossigeno, ma insufficiente a coprire il buco complessivo. Città Metropolitana continua a chiedere un intervento del Governo, ma dal Ministero delle Infrastrutture non sono finora arrivate le risorse necessarie a chiudere il quadro finanziario.
Ed è proprio questa situazione a rendere nuovamente concreta l’ipotesi più temuta dai territori. Per ridurre i costi si potrebbe arrivare a una revisione del contratto e quindi a un ridimensionamento dell’opera. Tra le ipotesi circolate nei mesi scorsi c’è anche quella di limitare la linea a Paderno Dugnano, eventualmente con una sola fermata a Nova Milanese, rinunciando almeno in questa fase al completamento fino a Desio e Seregno. Una prospettiva contro la quale i sindaci brianzoli si erano già schierati compatti.
Se il futuro dell’opera resta incerto, i disagi sono invece molto concreti. E Bresso ne è diventata uno dei simboli. Nel territorio comunale sono previsti 2,2 chilometri di linea, articolati in nove cantieri e tredici tratte, gran parte lungo via Vittorio Veneto. Alcuni cantieri risultano aperti addirittura dalla primavera del 2024. Il risultato è un asse centrale della città condizionato da recinzioni, deviazioni, difficoltà di accesso e problemi per residenti e negozi.
Già nei mesi scorsi Confcommercio aveva indicato proprio Bresso, insieme a Desio e Nova Milanese, tra i Comuni maggiormente penalizzati. Secondo l’associazione di categoria sono circa 200 le imprese complessivamente interessate dai cantieri nei territori più colpiti, con perdite di fatturato che in alcuni casi arriverebbero al 20 per cento. A Bresso i problemi hanno coinvolto anche il mercato ambulante.
Una prima risposta è arrivata con il bando per i ristori. Città Metropolitana ha stanziato 500mila euro, affidando alla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi la gestione dei contributi. Le micro e piccole imprese interessate possono ottenere un contributo a fondo perduto pari al 50 per cento delle spese ammissibili, fino a un massimo di 4mila euro. Le domande sono aperte fino al 5 ottobre, salvo esaurimento anticipato delle risorse. A Bresso sono ammesse le attività interessate lungo via Vittorio Veneto.
