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Trezzi-Imberti, dopo l’assoluzione il conto al Comune: “Restituire 206mila euro”

Dopo la sentenza arriva il conto per il comune di Cinisello Balsamo. Il legale di Roberto Imberti, assolto insieme con la moglie ed ex sindaca Siria Trezzi, ha formalmente chiesto all’amministrazione comunale la restituzione di 206.209,44 euro, oltre agli interessi legali, versati nel marzo 2025 in esecuzione delle statuizioni civili contenute nella sentenza di primo grado del Tribunale di Monza.

È il nuovo capitolo della lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto Siria Trezzi e il marito Roberto Imberti e che nelle scorse settimane ha conosciuto una svolta decisiva con la sentenza della Corte d’Appello di Milano.

Imberti è stato infatti assolto perché il fatto non sussiste e, sottolinea il suo avvocato, la Corte ha espressamente revocato le statuizioni civili stabilite in primo grado. Da qui la richiesta al Comune di restituire integralmente quanto incassato, con gli interessi maturati dalla data del pagamento.

Secondo quanto ricostruisce il legale, l’avvocato Mario Francesco Milia, i 206mila euro erano stati versati nel marzo dello scorso anno dopo che Palazzo Confalonieri aveva avviato le iniziative necessarie per ottenere l’esecuzione delle statuizioni civili della sentenza di primo grado. Una scelta compiuta, rimarca l’avvocato, “senza attendere la definizione del giudizio di appello né il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado”.

Le iniziative intraprese dal comune avevano interessato anche il patrimonio di Imberti e, sostiene il legale, avevano ulteriormente inciso su una situazione personale e patrimoniale già pesantemente condizionata da una vicenda giudiziaria durata diversi anni.

Ora però, con la pronuncia d’appello, il quadro è cambiato. “La Corte d’Appello di Milano ha assolto Roberto Imberti perché il fatto non sussiste e ha espressamente revocato le statuizioni civili contenute nella sentenza di primo grado”, ricorda l’avvocato.

Al comune sono stati concessi quindici giorni per procedere alla restituzione della somma. Per la difesa si tratta del “naturale seguito, sul piano patrimoniale”, della decisione della Corte d’Appello.

Il legale auspica quindi una risposta rapida di Palazzo Confalonieri: “Confidiamo che il Comune dia tempestivamente seguito alla richiesta, senza rendere necessarie ulteriori iniziative per il recupero delle somme versate”.

Dopo il ribaltamento in appello della sentenza di primo grado, la vicenda giudiziaria produce dunque anche conseguenze economiche per il Comune. Ora si attende di conoscere quale sarà la risposta dell’amministrazione alla richiesta di restituzione degli oltre 206mila euro.

Redazione "La Città"

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