
Caso Trezzi, Catania: “Ghilardi al governo da 8 anni, ma qual è la sua idea di città?”
“Dopo otto anni di amministrazione Ghilardi, qual è l’idea di città?”. Andrea Catania, segretario del Partito Democratico di Cinisello Balsamo, torna sul dibattito politico seguito all’assoluzione in appello dell’ex sindaca Siria Trezzi, di Roberto Imberti e dell’ex assessore Ivano Ruffa e concentra l’attacco sulle scelte urbanistiche e ambientali dell’attuale maggioranza.
Catania parte dai tempi della reazione del sindaco. “Dopo cinque giorni di silenzio è uscito con un comunicato asettico”, afferma, ricordando invece il duro intervento di Ghilardi dopo la condanna di primo grado del 2022. Per il segretario dem, però, il punto politico principale riguarda le critiche che il sindaco continua a rivolgere alle precedenti amministrazioni di centrosinistra, in particolare sulle vicende del Grugnotorto e dell’Ovocoltura.
Secondo Catania, in otto anni il centrodestra avrebbe avuto tempo e risorse per costruire un progetto alternativo. Al momento dell’elezione di Ghilardi, ricorda il segretario PD, erano già disponibili l’Accordo di Programma con 16 milioni di euro destinati alla partita del Grugnotorto e altri progetti avviati, ai quali si sono successivamente aggiunte le opportunità offerte dal PNRR.
Sul Grugnotorto Catania rivendica il percorso delle amministrazioni di centrosinistra, che negli anni avevano ridotto le possibilità edificatorie e introdotto il meccanismo della compensazione con l’obiettivo di trasferire fuori dal parco i diritti edificatori residui e acquisire le aree private. Contesta inoltre la spiegazione secondo cui il procedimento giudiziario avrebbe sostanzialmente congelato la possibilità di intervenire politicamente sulle questioni urbanistiche aperte.
“Se quelle scelte erano sbagliate, quali alternative sono state costruite?”, chiede Catania. Nel mirino finisce anche l’ingresso delle aree nel Parco Nord, oggi rivendicato dall’amministrazione. Il segretario dem ricorda che nel 2019 il centrodestra aveva votato contro una proposta del PD in questa direzione, mentre nel 2024 il passaggio è stato approvato all’unanimità. Una scelta che, osserva Catania, rafforza le tutele ma non risolve il problema della fruibilità delle aree ancora private.
Critiche anche sul nuovo PGT. L’iter, sottolinea il PD, è partito nel 2018 ma la città non ha ancora discusso una proposta definitiva, mentre il precedente Documento di Piano è stato più volte prorogato.
Da qui le domande che Catania rivolge direttamente alla Giunta. Quale futuro per il Grugnotorto? Come utilizzare i 16 milioni? Quale soluzione per l’Ovocoltura? E quali interventi mettere in campo contro bolle di calore, cambiamento climatico e inquinamento?
L’affondo finale riguarda il modello complessivo di sviluppo urbano. Il segretario PD cita gli abbattimenti di alberi, il raddoppio di via Alberti e il progetto di recupero di Cascina Vallo con nuove residenze e autorimesse come segnali di una direzione che giudica preoccupante. “Governare non significa continuare a spiegare quanto fossero sbagliate le scelte di chi c’era prima – conclude Catania – ma realizzare un’idea alternativa. Oggi questa idea non si vede e la città è ferma”.
