
Lo sfogo dell’ex assessore assolto: Cinisello rimasta ferma nel tempo
Dopo Siria Trezzi, anche Ivano Ruffa rompe il silenzio. L’ex assessore ai Lavori pubblici di Cinisello Balsamo, assolto in appello dall’accusa di corruzione “per non aver commesso il fatto”, affida ai social una lunga riflessione sulla vicenda giudiziaria che per anni ha segnato la politica cittadina. Parole che arrivano poche ore dopo la presa di posizione del sindaco Giacomo Ghilardi e che sembrano rappresentare una risposta diretta al primo cittadino.
Ghilardi aveva dichiarato di rispettare pienamente la sentenza, continuando però a rivendicare la contrarietà politica e amministrativa alle operazioni della giunta Trezzi sul Grugnotorto e sull’Ovocoltura. “Non ogni scelta che non costituisce reato è, per questo, una buona scelta per la città”, aveva affermato il sindaco, sostenendo che il giudizio politico su quella stagione non cambia.
Ruffa rovescia il ragionamento. “Sono passati tanti anni, troppi”, scrive, sostenendo che dal novembre 2016 le vicende giudiziarie e i conseguenti “processi mediatici abbiano influenzato pesantemente gli equilibri politici e l’orientamento di voto dei cittadini cinisellesi”.
L’ex assessore torna anche sull’impianto originario dell’accusa, giudicando “inspiegabile” la scelta di contestare reati gravi agli amministratori politici senza coinvolgere, secondo la sua ricostruzione, i dirigenti che avevano condiviso e firmato gli atti amministrativi. Poi la rivendicazione: “Dopo sei lunghissimi anni apprendiamo che quelle scelte erano legittime, valide, serie e limpide”.
Una lettura politica che Ruffa accompagna con un lungo elenco di ciò che, a suo giudizio, Cinisello avrebbe oggi se quella stagione amministrativa non fosse stata interrotta e condizionata dalla vicenda giudiziaria.
L’ex assessore cita le due linee della metropolitana e il potenziamento del trasporto pubblico, la riqualificazione delle aree dismesse, il collegamento tra Ovocoltura e Crocetta, l’hub di interscambio e gli interventi su piazza Gramsci e piazza Italia. Rivendica inoltre il progetto sulle scuole, che avrebbe previsto pannelli solari e climatizzazione, e contesta le successive scelte sul Grugnotorto.
È naturalmente impossibile stabilire oggi quali e quanti di questi progetti sarebbero effettivamente arrivati a compimento. Ma il messaggio politico di Ruffa è netto: l’inchiesta e il processo avrebbero avuto conseguenze che sono andate molto oltre le vicende personali degli imputati, modificando il corso politico e amministrativo della città.
Ed è proprio su questo terreno che si consuma il confronto a distanza con Ghilardi. Il sindaco sostiene che l’assoluzione debba essere rispettata senza per questo rivalutare le scelte della precedente amministrazione. Ruffa sostiene invece che proprio quelle scelte escano riabilitate dalla vicenda giudiziaria e rivendica la visione di città che le accompagnava.
La conclusione dell’ex assessore diventa infine un attacco diretto all’attuale amministrazione. Alla Cinisello che, secondo Ruffa, avrebbe potuto avere metropolitane, nuovi collegamenti, piazze e scuole riqualificate, contrappone quella di oggi, con “le palestre scolastiche inagibili”, i “birilli rossi per le strade” e, sostiene, l’assenza di un aggiornamento del Piano di governo del territorio.
