
Trezzi assolta, il PD: “Finisce una stagione di accuse”. Silenzio della destra
L’assoluzione in appello di Siria Trezzi, Roberto Imberti e Ivano Ruffa riapre inevitabilmente anche il confronto politico a Cinisello Balsamo. La sentenza della Corte d’Appello di Milano ha ribaltato il verdetto di primo grado sulla vicenda urbanistica legata all’ex Auchan e al Parco del Grugnotorto. Trezzi e Imberti sono stati assolti dall’accusa di corruzione perché il fatto non sussiste, mentre per Ruffa la formula è “per non aver commesso il fatto”.
Il Partito Democratico di Cinisello sottolinea soprattutto il peso che l’inchiesta ha avuto sul dibattito politico cittadino. “E’ una sentenza che arriva dopo anni in cui questa vicenda è stata troppo spesso usata come arma politica”, afferma il segretario dem Andrea Catania, che aggiunge: “Accuse e sentenze non definitive trasformate in fango sulle persone, su un’intera esperienza amministrativa e sulla comunità politica del Partito Democratico. E utilizzate anche per delegittimare scelte politiche che avevano una loro logica e un loro valore per il bene della nostra città, indipendentemente dalla vicenda giudiziaria. Noi abbiamo scelto un’altra strada: rispetto per il lavoro della magistratura e garantismo. Siria e Ivano, allora, con serietà e responsabilità, fecero anche un passo indietro dai loro ruoli politici“.
“Questa sentenza – continua Catania – arrivata dopo addirittura sei anni, non solo ribalta le condanne di primo grado, ma ci ricorda con forza che la politica, quella con la P maiuscola, dovrebbe confrontarsi sulle idee, sulle scelte e sul futuro della città. Non usare vicende giudiziarie ancora aperte come strumenti di delegittimazione o come scorciatoie per evitare il confronto sul merito. Adesso, sgombrato il campo dalle accuse, torniamo con ancora più forza a parlare del futuro e del bene della nostra città”.
Dal PD metropolitano arriva un messaggio diretto anche a Siria Trezzi, che negli ultimi anni si era allontanata dal partito e non aveva più rinnovato l’iscrizione. “Le porte della nostra comunità sono sempre aperte”, affermano i democratici milanesi, esprimendo vicinanza al PD di Cinisello e auspicando che, dopo la sentenza, si possa tornare a discutere del futuro della città “con la serenità necessaria”.
Interviene anche l’assessore del Comune di Milano Marco Granelli, che ricorda il lavoro svolto insieme a Trezzi nel 2019 per il sistema tariffario integrato del trasporto pubblico tra Milano, Città Metropolitana e Monza. Granelli pone soprattutto il problema dei tempi della giustizia e delle conseguenze che procedimenti così lunghi possono produrre sulla vita personale, professionale e politica degli amministratori coinvolti.
Molto nette anche le parole di alcuni protagonisti della stagione politica del centrosinistra nel Nord Milano. L’ex sindaco di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini parla di “una grande emozione” e ricorda di aver sempre considerato Trezzi, Imberti e Ruffa “persone per bene e capaci”, arrivando a chiedere se ora qualcuno sentirà il bisogno di scusarsi.
Daniela Gasparini, ex sindaca di Cinisello, sposta il ragionamento direttamente sul terreno amministrativo. Secondo Gasparini, l’inchiesta giudiziaria e le scelte urbanistiche avrebbero dovuto essere sempre tenute su piani distinti. L’ex prima cittadina critica quindi l’attuale amministrazione per aver utilizzato, a suo giudizio, la vicenda giudiziaria come argomento per non proseguire alcune operazioni ereditate dalla precedente stagione amministrativa, a partire dall’acquisizione delle aree del Grugnotorto.
Soddisfazione arriva anche da Cinisello Balsamo Civica, che già dopo la condanna di primo grado aveva mantenuto una posizione garantista e confidato nel ribaltamento della sentenza. La lista civica ha espresso ora soddisfazione per l’assoluzione e rispetto per Trezzi e la sua famiglia, sottolineando la determinazione con cui l’ex sindaca ha affrontato questi anni.
Resta invece, almeno per il momento, il silenzio del centrodestra cittadino. Un dato politicamente significativo perché dopo la condanna di primo grado del 2022 Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi con l’Italia avevano parlato della condanna di “un intero sistema di potere”, attribuendo al PD cinisellese una responsabilità politica complessiva. Anche il sindaco Giacomo Ghilardi aveva rivendicato allora la costituzione del Comune come parte civile e parlato della necessità di segnare una discontinuità rispetto alle amministrazioni precedenti.
