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Omaggio a Collodi, quando la fiaba diventa buona arte contemporanea

Un anniversario significativo si trasforma in un percorso attraverso personaggi, simboli e suggestioni capaci di viaggiare nel tempo: “Omaggio a Collodi”, iniziativa curata da Lab Four Art Group, è una recente mostra ospitata nella Chiesa Antica a Cologno Monzese, scaturita dal desiderio di mettere in dialogo l’arte figurativa contemporanea con l’immaginario di Carlo Lorenzini, universalmente conosciuto con lo pseudonimo di Carlo Collodi, a due secoli dalla nascita dello scrittore del celeberrimo romanzo Le avventure di Pinocchio.

La rassegna è stata presentata da Angela Lagreca, presidente di Lab Four Art Group, e dallo storico e critico dell’arte Nicolò Navarrini con un intervento per orientare gli spettatori e per descrivere il senso di questo incontro fra pittura e fiaba. Dalla capacità di questo racconto di parlare a epoche e sensibilità differenti che prende forma il progetto espositivo. Gli artisti sono stati chiamati a confrontarsi non semplicemente con la rappresentazione dei personaggi della fantasia ma con i significati più profondi che essi portano con sé.

Il punto di partenza ideale della mostra è stato quel famoso pezzo di legno dal quale prende vita Pinocchio. Prima ancora che Mastro Geppetto inizi a lavorarlo, infatti, il burattino sembra essere già presente nella materia: si muove, parla, reclama la propria esistenza. Un’immagine, come ha sottolineato Navarrini, che offre un sorprendente parallelismo con il processo creativo dell’artista. Come Pinocchio aspira a trasformarsi da burattino in bambino vero, così chi dipinge, scolpisce o fotografa cerca di dare alla propria opera una vita autonoma. Anche il tema della bugia, centrale nell’universo del protagonista, assume così un significato differente quando entra nel territorio dell’arte. Se nel mondo della fiaba la menzogna si manifesta attraverso l’allungarsi del naso, nell’opera artistica la finzione può diventare invece uno strumento per rivelare attraverso metafore, immaginazione e illusioni visive una verità più profonda sull’uomo e sulla realtà.

I PROTAGONISTI DELLA MOSTRA

Marilena Ancillotti, Roberta Ancillotti, Fabrizia Bugini, Antonio Campagnola, Alessandro Cappellotto, Nino Carè, Rosa Chiara, Rosy Cuomo, Claudia Di Giovine, Angela Lagreca, Chiara Locatelli, Enrico Picozzi, Biagio Riccardelli, Chiara Rossetti, Maria Vaccari.

Nell’immagine di apertura: Maria Vaccari, La nascita di Pinocchio.

LE OPERE ESPOSTE PRESENTATE IN UN VIDEO

Emanuele Lavizzari

Dopo un titolo accademico in Lingue e Letterature Straniere ha lavorato in ambito turistico-alberghiero tra Spagna e Italia e nel settore della tecnologia in Germania. In seguito a un master universitario in ideazione e produzione audiovisiva approda al giornalismo. Ha collaborato con alcune testate locali in Lombardia, prima di giungere all’Associazione Italiana Sommelier, dove attualmente è responsabile del coordinamento redazionale e direttore editoriale della rivista “Vitae”. Ama l’impressionismo musicale, la poesia simbolista e le contaminazioni fra generi nella musica e nella letteratura. Passa agevolmente da una tastiera di pc a quella di un pianoforte, anche se tra i due preferisce decisamente il secondo. Questo è il motivo per cui si è dedicato a ulteriori studi e ha conseguito una laurea magistrale in Scienze della Musica con una tesi sul compositore spagnolo Manuel de Falla. Suoi grandi interessi sono anche l'analisi dei linguaggi dei mass media e l'atletica leggera. Ha corso tanti chilometri in pista, su strada e su percorsi campestri e non si è ancora stancato di farlo.

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