
Aeroporto di Bresso, i voli proibiti e le regole che nessuno fa rispettare
“I cittadini assistono impotenti alla giornaliera violazione di regole che nessuno fa rispettare. Aero club Milano il sub gestore e il gestore Enac Servizi, non possono continuare a ignorare il crescente disagio dei cittadini. Gli stessi cittadini che, accettando l’idea del Parco Volo, hanno favorito la permanenza della scuola di volo, dei voli da diporto e sportivo e di Aero Club Milano, a Bresso”.
Fortunato Zinni è stato sindaco di Bresso. Alla sua costanza non separata da una certosina conoscenza delle regole, dobbiamo l’attenzione che egli assai frequentemente pone alle questioni dedicate all’Aeroporto adiacente al Parco Nord. Ha scritto e ci ha inviato ricche note, già integralmente apparse nei giorni scorsi in un suo post su Facebook, che noi qui cercheremo di sintetizzare.
“Quella è una pista, ammalorata, per ammissione di Enac Servizi che ha stanziato ben 9 milioni per la manutenzione ordinaria e straordinaria dello scalo – ci dice Zinni – Enac come Ente regolatore è gestore dello scalo e soggetto al rispetto delle norme sottoscritte, il 31 luglio 2007”.
Si tratta di un protocollo, tutt’ora in vigore, firmato da tutti i soggetti pubblici. Dalla Presidenza del Consiglio in giù, fino a tutti i comuni dell’area. Successivamente, per la chiusura temporanea di Linate (nel 2019) vennero dirottati i voli privati Jet della Business Aviation sullo scalo bressese. Ma da allora non si sono mai spostati, aumentando i volumi di volo.
“Si è creato così, un paradosso regolamentare, che tutela formalmente la vocazione di aviazione generale, ma non contiene barriere tecniche o procedurali sufficienti a impedire che lo scalo venga usato come piattaforma di fatto per aerotaxi. La tesi Enac è che: a Bresso si possa operare senza limiti di volumi di traffico. Ma c’è dell’altro – sottolinea l’ex sindaco di Bresso – questa apertura senza limiti, sempre più spesso, crea code di attesa in fase di atterraggio. Così i cittadini dei nostri comuni hanno fatto conoscenza dei voli reiterati e radenti i tetti delle abitazioni e i disagi sono aumentati a dismisura.
Il risultato è una palese violazione del Protocollo 31 luglio 2007. In quanto all’esibizione di volo radente registrata nei giorni scorsi c’è da chiedersi chi l’abbia autorizzata – punto su cui si mette l’accento – il Regolamento di scalo vieta il volo acrobatico; la pista di un aeroporto non è un rettilineo dell’autodromo di Monza. Qualsiasi persona raziocinante capisce, che la sicurezza, la salute dei cittadini, la tutela dell’ambiente diventa un optional. Quello che giornalmente sta succedendo nello scalo bressese richiede interventi autorevoli ora e subito”.
La denuncia di Fortunato Zinni mette in guardia tutti: “Di fatto, si stanno insediando coloro abituati a non rispettare alcun vincolo né alcun Regolamento di scalo, con la complice accondiscendenza di Enac, Enac Servizi e Aero Club Milano…”
