23 Settembre 2026

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Siria e “il fatto che non sussiste”. Sei anni di accuse e gogna. E adesso?

Dunque il giorno che molti attendevano è arrivato. In molti lo aspettavamo da quel 19 giugno 2020, in pieno Covid, quando ci crollò il mondo sulla testa e la notizia dell’arresto di Siria Trezzi e del marito Roberto Imberti arrivò dritta alla stomaco. Mi permetto di infilarmi tra quelli che rimasero scioccati, d’altra parte la mia storia personale mi impedirebbe di fare il contrario.

Prima di fare il direttore di questo antico giornale, sono stato assessore dello stesso partito di Trezzi a Cormano, negli anni in cui lei era la sindaca di Cinisello Balsamo, comune sempre capofila di qualche progetto, esempio di buona amministrazione e molto altro. L’accusa mi parve lunare: corruzione.

Significava che Siria Trezzi, in combutta con il marito Roberto Imberti, che di Cinisello fu vicesindaco qualche anno prima, avrebbero tratto vantaggio economico personale dalle trattative imbastite con un imprenditore su uno scambio di volumi edificatori e sulla vendita al comune di alcuni terreni. Mi parve tutto assurdo. Comprese le accuse estese anche all’assessore Ivano Ruffa.

Poi arrivò la condanna per tutti, in primo grado, nel 2022. Altra mazzata e il dubbio che ha sfiorato molti: e se i giudici avessero ragione? No, non po’ essere, continuavamo a ripeterci. E alla fine abbiamo avuto ragione noi, Siria Trezzi, il marito e Ruffa non sono colpevoli perché “il fatto non sussiste”.

Ora mi chiedo, molto banalmente, se anche tutti gli altri, a cominciare da chi mosse le prime accuse e denunciò Siria, per finire con tutto l’emisfero destro della politica cinisellese, siano davvero convinti dell’innocenza dell’ex sindaca.

Il comune, sotto la guida del sindaco leghista Giacomo Ghilardi, si costituì parte civile al processo, come parte lesa. Vista la nuova sentenza, che con tutta probabilità resterà tale, sarebbe il caso di capire che tipo di opinione abbia maturato il sindaco sulla vicenda che ha danneggiato per 6 lunghi anni, onorabilità, serenità e finanze di Siria Trezzi.

Le scuse per la svista non penso arriveranno mai. Basterebbe felicitarsi per la sentenza, che stabilisce, oltre ogni ragionevole dubbio, l’onestà e la tenuta morale di chi l’ha preceduto. Discendente, a sua volta, di una lunga tradizione di buon governo e rettitudine etica.

Fabrizio Vangelista

Giornalista, scrittore. Direttore de La Città

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