
L’oasi naturalistica di Cusano, tenuta nascosta ma solo per salvarla
C’è un posto a Cusano Milanino che accoglie le specie rare di animali: è l’Oasi che non c’è, gestita e curata da Daniele Mileto. Ma chi è questa persona e come è arrivata alla creazione di una piccola area protetta? Daniele si è raccontato, sorseggiando un lungo caffè.
Ciao Daniele, e grazie di aver accettato di raccontarti e raccontarci il tuo progetto. Andiamo subito al dunque: chi è Daniele Mileto e di che cosa si occupa?
Grazie a voi di avermi contattato. Allora, io sono un film maker, regista, storyteller, documentarista naturalista e principalmente un fotonaturalista. Il mio canale YouTube si chiama Obiettivo Selvaggio e tramite i miei video interamente ideati, girati e prodotti dal sottoscritto, mi occupo di divulgazione e sensibilizzazione della fauna, fornisco spiegazioni tecniche su aspetti legati alla fotografia animale e come prepararsi e organizzare appostamenti fotografici, rispettando i soggetti che si vanno ad immortalare. Mi occupo anche di video e foto in eventi privati, ritratti e shooting.
Hai collaboratori o altre figure con le quali dividi il carico di lavoro?
Al momento non ho collaboratori continuativi, ma in alcune occasioni vengo contattato per accompagnare altri appassionati di fotografia per fare alcuni scatti. Un collaboratore importante col quale ho condiviso un’esperienza è stato Riccardo Trevisani, primo fotografo che ha immortalato un martin pescatore a pelo d’acqua nel suo ambiente naturale.
Parliamo del tuo grande traguardo: la creazione dell’Oasi che non c’è nel comune di Cusano Milanino.
Molto volentieri, sono qui per questo! L’oasi si trova all’interno di un parco urbano di Cusano Milanino (il nome è volutamente omesso per rispettare la fauna e mantenere un ambiente il più possibile sicuro e protetto) il quale, tramite un patto di collaborazione senza sovvenzioni*, mi ha concesso il nulla osta per procedere alla sua realizzazione. L’oasi è da intendersi come area verde che accoglie e protegge le specie che transitano da Cusano Milanino.
L’oasi consiste in un capanno, una pozza e una mangiatoia: ambiente alquanto invitante per gli animali. Il mio obiettivo è fornire alla fauna caratterizzata da specie rare un posto sicuro dove stare tranquilli. In cambio, rubo loro qualche scatto senza invaderne la privacy. L’idea dell’oasi nasce come risposta ad un problema del nostro territorio: non essendoci un corridoio ecologico che collega varie città limitrofe, l’oasi va a sopperire a questa mancanza favorendo lo spostamento e il rifocillamento degli animali in transito.
Tra le specie alate fotografate abbiamo diversi rapaci tra cui il gheppio e lo sparviero; si incontrano poi il regolo, il fiorrancino, il picchio rosso maggiore, il picchio verde per citarne alcuni. L’oasi ospita un totale di 27 specie e tra le non comuni abbiamo il torcicollo, il picchio muratore, e la balia nera. La creazione dell’Oasi è stato un processo durato circa 10 anni durante i quali le specie ospiti si sono alternate e cambiate, fino ad arrivare ad oggi che si sono assestate.
Hai anche ricevuto una targa per l’impegno e la dedizione al progetto.
Sì, la targa di Riconoscimento per la diffusione, la profusione e l’impegno dell’oasi naturalistica di Cusano Milanino. Il mio obiettivo principale è sensibilizzare i bambini al rispetto della natura nelle sue varie forme, e poi ovviamente fare un lavoro di presa di coscienza sulle persone più grandi. Ho anche tenuto in comune un incontro per le scuole primarie di primo grado sulla sensibilizzazione della fauna in generale, e in particolare quella che si trova sul territorio.
Che tipo di animali possiamo aspettarci a Cusano e nei dintorni, e come conviene comportarsi?
Grazie della domanda, perché solleva una questione molto importante e molto delicata: il problema degli alloctoni. Sono definite tali quelle specie che non sono native del posto, non autoctone, specie aliene. Specie immesse volontariamente o meno nell’ambiente in cui le incontriamo. Un grosso problema a Cusano Milanino sono gli scoiattoli grigi che i più trovano tanto carini. Fermo restando che sono un naturalista, e anzi proprio perché lo sono desidero concentrarmi e insistere su questo punto, mi rincresce dire che sono alloctoni e che stanno distruggendo lo scoiattolo rosso, che è autoctono. Gli scoiattoli grigi sono originari del Canada, e studi e ricerche hanno confermato che una coppia è stata portata in Piemonte. I “proprietari” li hanno liberati (in caso siano scappati sembra che non abbiano informato le autorità competenti) e si sono riprodotti, andando ad intaccare l’ambiente dei “nostri” scoiattoli rossi autoctoni. I grigi non hanno intolleranze alimentari, si riproducono a dismisura e siccome l’ambiente non è preparato ad accoglierli, la conseguenza è che vanno ad intaccare sia la flora che la fauna locale, impadronendosi sia del territorio che delle risorse alimentari. Questo crea un profondo problema di equilibrio ambientale, andando ad estinguere nel lungo periodo le specie autoctone. Ho notato un peggioramento nell’Oasi con l’arrivo degli scoiattoli grigi, dovuto soprattutto al fatto che questi, non avendo predatori naturali, continuano a proliferare rendendo insufficiente la morte naturale per regolarne il numero.
Ci sono altri problemi tangibili su cui si può e si dovrebbe intervenire per la salvaguardia della fauna locale?
Certo, ed è il dar da mangiare agli animali selvatici. Nei posti pubblici che li ospitano non è inusuale trovare cartelli di divieto e il perché è molto semplice: in questo modo si va indirettamente ad intaccare la flora e si stanno abituando gli animali ad avere una dieta alternativa che in natura non trovano. Quindi banalmente cosa succede ad un animale che riceve cibo dagli umani in estate, ma non più in inverno? Potrebbe letteralmente morire di fame. Per non parlare banalmente della volpe che riceve alimenti dagli umani e oltre a perdere le sue competenze cacciatrici, si “addomestica”, ma una volta potrebbe anche presentarsi ad un cacciatore aspettandosi di ricevere cibo e invece riceve altro. Come ambientalista e naturalista spingo ad un’osservazione consapevole e rispettosa della fauna. Il problema è che la maggior parte delle persone crede di far del bene dando una briciola ad un animale, ma indirettamente sta facendo del male. Questo è un discorso un po’complicato, ma spero di essere stato chiaro.
Sicuramente un discorso complesso che avrebbe bisogno di più spazio. Tornando al tuo lavoro, come si e’evoluto e perché’?
Io ho sempre voluto fare naturalistica a Km 0 e per un periodo mi sono recato direttamente sui luoghi di interesse includendo tra gli altri Alpi, Appennini, Malesia e Sri Lanka dove ho fotografato un leopardo a 4 metri di distanza senza il supporto di una guida locale. Sono tutte esperienze che mi hanno lasciato molto sia a livello umano che professionale, ma ora sento di volermi dedicare maggiormente alla sensibilizzazione e alla divulgazione.
Vanti anche due film su Amazon Prime: quali sono e di che cosa trattano?
Per il momento uno: l’altro è ancora in lavorazione. Le ali della palude è un documentario girato in tutta Italia che ha preso tre anni di riprese e un anno di post produzione. Le voci narranti sono quelle di National Geographic Italia. È focalizzato principalmente sulle paludi italiane, spesso viste come posti ostili e da bonificare, ma in realtà ospitano una biodiversità non indifferente e molto importante legata soprattutto all’acqua. Nel documentario cerco di far uscire il lato bright della “palude oscura”.
Il documentario in lavorazione è invece il sequel del primo e si intitola Le ali della città, girato a Cusano Milanino e si concentra sull’importanza delle aree verdi cittadine. Verrà proiettato al cinema Don Bosco giovedì 17 Ottobre con orario da confermare.
Tienici aggiornati! Invece sempre a Cusano, a breve ci sarà una tua mostra fotografica.
La mostra Dalla montagna alla città è una raccolta fotografica delle 27 specie censite nell’Oasi. L’inaugurazione è fissata per giovedì 1° Ottobre ore 18:00 in Comune a Cusano.
Come possiamo seguire la tua attività?
Su YouTube ho il mio canale Obiettivo Selvaggio https://www.youtube.com/@obiettivoselvaggio, su Facebook mi trovate col mio nome e su Instagram come danny_wildlife_daniele_mileto. Sui miei social potete visualizzare i miei post di sensibilizzazione e divulgazione. Mi farebbe molto piacere se condividerete. Sono inoltre contatto di riferimento tramite la messaggistica dei social qualora trovate un’animale in difficoltà.
* Il Comune ha autorizzato e sovvenzionato una raccolta di mangime per l’inverno 2025-2026
