
Cinisello, Ghilardi rilancia il maxi studentato. Ma resta il nodo dei prezzi
Tre studentati privati e centinaia di nuovi posti letto. Cinisello Balsamo si prepara a diventare uno dei nuovi poli dell’housing universitario alle porte di Milano e il sindaco Giacomo Ghilardi torna a rivendicare quella che considera un’importante operazione di rigenerazione urbana. Ma proprio mentre il primo cittadino presenta il più grande dei tre interventi, resta aperta la questione prezzi: quanto costerà realmente vivere in queste strutture e quanti posti saranno effettivamente accessibili agli studenti con redditi più bassi?
Il progetto più imponente è quello di via Fratelli Gracchi 30, dove un grande edificio direzionale dismesso sarà trasformato in una residenza universitaria da 376 posti letto. L’operazione è promossa dalla società immobiliare IM-LA Real Estate Srl, con sede a Milano, ed è stata recepita dalla giunta comunale lo scorso maggio nell’ambito delle norme e dei finanziamenti PNRR destinati ad aumentare l’offerta di housing universitario.
Il progetto prevede 114 camere singole e 131 doppie, oltre a biblioteca, mensa, palestra, aree studio e spazi comuni. “Restituiamo così una funzione a un edificio inutilizzato e creiamo le condizioni perché questa zona possa essere maggiormente vissuta, frequentata e servita durante tutta la giornata”, scrive Ghilardi presentando nuovamente l’operazione.
Nel post del sindaco manca però proprio l’elemento che nelle ultime settimane è diventato terreno di scontro politico: chi potrà permettersi di abitare nel nuovo campus.
Un dato esiste. La documentazione e le comunicazioni diffuse nei mesi scorsi indicano che almeno il 30 per cento dei posti dovrà essere destinato prioritariamente agli studenti capaci e meritevoli. Lo stesso periodico dell’Amministrazione comunale lo aveva scritto a giugno. Tradotto in numeri, si tratta di almeno 113 posti sui 376 complessivi.
Resta però da capire con quali criteri economici saranno assegnati questi posti, quale sarà il livello delle rette e, soprattutto, quanto costeranno gli altri circa 263 letti, vale a dire il 70 per cento della struttura.
È precisamente su questo terreno che si concentra l’attacco politico di una parte dell’opposizione. Alleanza Verdi Sinistra ha chiesto nei giorni scorsi che siano resi pubblici i criteri di accesso ai nuovi studentati, contestando alla giunta Ghilardi una politica che rischierebbe di favorire soprattutto un’offerta privata rivolta agli studenti con maggiore capacità di spesa.
Via Gracchi, del resto, non è un’iniziativa pubblica del Comune. Il soggetto promotore è IM-LA Real Estate Srl e l’operazione si inserisce nel grande mercato dell’housing universitario che negli ultimi anni sta attirando fondi e operatori immobiliari nell’intera area metropolitana milanese. Il PNRR interviene per favorire la creazione dei posti letto, ma le strutture restano inserite nel mercato privato dell’abitare universitario.
È qui che emerge una delle contraddizioni politiche dell’operazione. Da un lato il recupero di un enorme immobile terziario abbandonato rappresenta indubbiamente un risultato positivo per la città. Dall’altro l’Amministrazione comunale di centrodestra sta accompagnando sul piano urbanistico una trasformazione che porta Cinisello dentro un business immobiliare in forte espansione senza che, almeno finora, siano stati chiariti pubblicamente tutti gli aspetti decisivi per gli studenti: rette, fasce Isee, modalità di selezione, durata delle agevolazioni e condizioni applicate ai posti non riservati.
Già a maggio l’intero centrosinistra aveva criticato la giunta anche su un altro aspetto, quello dei collegamenti. PD, Cinisello Balsamo Civica, M5S, AVS, Rifondazione, PSI e Italia Viva avevano sostenuto che il Comune si fosse limitato a prendere atto dell’investimento privato senza costruire attorno allo studentato una vera strategia sulla mobilità e sui rapporti con le università milanesi.
