
Piazza Gramsci, il restyling e il progetto fantasma. “Nessuno lo ha visto”
La nuova piazza Gramsci sembra avvicinarsi alla fase operativa, ma sul futuro del cuore di Cinisello Balsamo si apre un nuovo fronte politico. Il sindaco Giacomo Ghilardi annuncia infatti passi avanti nell’iter e la convocazione della Conferenza dei servizi, mentre dalle opposizioni arriva una domanda piuttosto semplice: che fine ha fatto la presentazione pubblica del progetto?
A sollevare la questione è il consigliere comunale di opposizione, capogruppo PD, Marco Tarantola, che parla apertamente di un progetto ancora sconosciuto alla città. “Leggo che la Giunta è pronta a convocare la Conferenza dei servizi per far partire i lavori della nuova Piazza Gramsci. Il problema? Nessuno ha ancora visto il progetto”, attacca Tarantola.
Una polemica che riguarda soprattutto il metodo seguito dall’amministrazione. Perché della riqualificazione della piazza si parla ormai da anni e nel marzo scorso la Giunta aveva annunciato di avere scelto la soluzione progettuale destinata a ridisegnare il centro cittadino. L’intervento prevede nuova pavimentazione, una profonda revisione del verde, nuovi arredi, la valorizzazione del sagrato di Sant’Ambrogio e modifiche alla sosta e alla viabilità. Il costo complessivo annunciato supera i 6 milioni di euro, finanziati anche attraverso i proventi derivanti dalla vendita di Nord Milano Ambiente.
Il punto sollevato dall’opposizione è però un altro. Nonostante si tratti probabilmente dell’intervento urbanistico più simbolico per il centro di Cinisello, il disegno scelto dalla Giunta non è stato finora oggetto di una vera presentazione pubblica alla città con rendering, tavole e un confronto aperto con cittadini, commercianti e associazioni.
“Il Sindaco, che si definisce “del dialogo“, procede spedito verso l’apertura del cantiere, ma i cittadini sono totalmente all’oscuro di cosa succederà”, afferma Tarantola, che ironizza chiedendosi se il nuovo volto della piazza debba rimanere «una sorpresa» o addirittura «un segreto di Stato».
Una critica che assume un significato particolare guardando indietro nel tempo. Nel 2019 era stata proprio l’amministrazione Ghilardi ad annunciare un percorso partecipativo per piazza Gramsci. Allora il sindaco aveva criticato il precedente progetto perché, a suo giudizio, era stato “calato dall’alto” e presentato ai cittadini quando le scelte erano già state compiute. L’impegno annunciato dalla nuova Giunta era di segno opposto: raccogliere preventivamente opinioni e indicazioni di commercianti, associazioni, imprese, giovani, ordini professionali e cittadini, per arrivare a un progetto realmente condiviso. Sette anni dopo è proprio questo precedente a rendere più pesante la polemica.
