13 Settembre 2026

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Cinisello e la carica degli studentati privati

Cinisello Balsamo si candida a diventare una delle nuove città universitarie dell’hinterland milanese. A rilanciare il tema è il sindaco Giacomo Ghilardi, che sui social parla di tre residenze universitarie, 734 posti letto complessivi e oltre 220 posti legati al diritto allo studio. Numeri che il primo cittadino rivendica come un risultato per una città sempre più inserita nel sistema universitario metropolitano.

Dietro i numeri, però, si apre una discussione politica che accompagna ormai da mesi i progetti degli studentati cinisellesi. Perché una parte consistente delle nuove strutture nasce dall’iniziativa di operatori privati, favorita dai finanziamenti pubblici del PNRR e da una normativa nazionale che consente la trasformazione di immobili esistenti in residenze universitarie anche in deroga agli strumenti urbanistici comunali.

Il progetto più consistente è quello di via Fratelli Gracchi 30. Un edificio terziario inutilizzato sarà trasformato in una residenza da 376 posti letto, con 114 camere singole e 131 doppie, mensa, palestra, biblioteca e spazi studio. Almeno il 30 per cento dei posti finanziati dovrà essere destinato prioritariamente a studenti capaci e meritevoli privi di mezzi.

L’altro intervento che negli ultimi mesi ha alimentato maggiormente il confronto politico è quello di via Gorki 69, davanti all’ospedale Bassini. Qui l’ex sede Agfa dovrebbe diventare una residenza da 198 posti letto, distribuiti in 99 camere doppie. Il progetto è finanziato nell’ambito del programma PNRR del Ministero dell’Università e della Ricerca. Ghilardi e l’assessora all’Urbanistica Fabrizia Berneschi lo avevano definito un intervento importante per rispondere alla domanda di alloggi degli universitari e recuperare un immobile esistente.

Una lettura che Alleanza Verdi Sinistra contesta da tempo. Già sul progetto di via Gorki AVS aveva parlato di «tanto business e poco valore per Cinisello Balsamo», sostenendo che il rischio sia quello di realizzare una struttura isolata dal resto della città, capace di produrre redditività immobiliare ma molto meno di generare nuova vita urbana. Tra le questioni sollevate dalla sinistra anche l’assenza, almeno nelle informazioni inizialmente diffuse, di indicazioni sufficientemente chiare sulle condizioni economiche di accesso e sulle eventuali convenzioni con il Comune.

Le critiche si sono allargate con il progetto di via Fratelli Gracchi. L’intero centrosinistra ha contestato soprattutto la mancanza di una regia comunale. Secondo le opposizioni il comune si sarebbe limitato a prendere atto di investimenti decisi dai privati, senza costruire attorno agli studentati una strategia su trasporti, servizi e rapporti con le università. Nel caso di via Gracchi viene sottolineata anche la distanza dai principali nodi del trasporto pubblico: circa due chilometri dalla futura fermata Lincoln della M5 e circa 3,5 chilometri dalla stazione di Sesto FS.

Ed è forse questo il punto politico della vicenda. L’arrivo di centinaia di studenti rappresenta potenzialmente una grande opportunità per Cinisello. Significa giovani, consumi, domanda di servizi, mobilità, cultura e una possibile relazione più stretta con la vicina Università Bicocca. Ma perché gli studentati non diventino semplicemente dormitori alle porte di Milano occorre capire quanto la città riuscirà realmente a intercettare questa nuova popolazione.

Redazione "La Città"

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