Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Niente scuse, il padrone sono me

Il sindaco di Cinisello Balsamo, si è guardato bene dallo scusarsi con la cittadinanza (nell’insieme) e con i propri elettori (nel dettaglio) per il grave errore nella gestione delle palestre e l’altrettanto opaca vicenda politica che da mesi sta affliggendo la sua Giunta.

Anche nell’ultima comunicazione il sindaco di Cinisello Balsamo rivendica, petto in fuori, efficienza e rapidità nel risolvere i problemi. Sono grane che adesso coinvolgono altri enti e soggetti privati, quando sarebbe bastata una oculata gestione del ruolo pubblico senza aggravarne gli oneri finanziari.

Non si limita solo a sorvolare sulle questioni politiche sollevate da più parti. Da quelle fisiologiche, ma pressanti come è giusto che siano, dell’opposizione a quelle interne con il nomadismo di alcuni suoi consiglieri, le crepe all’interno della Lega e da ciò che proviene dagli assessori defenestrati. Lo scritto di Scaffidi è insinuante. Lascia spazio ad altri possibili sviluppi politici.

Ciononostante, Ghilardi alza la voce. Dice: il “padrone sono me!” come nel film di Franco Brusati, del ’55. Il restante delle truppe assessorili, vengono definite “collaboratori”. Insomma, certificando che i suoi assessori svolgono compiti burocratico-amministrativi e non di rappresentanza politica. Servili, come appaiono, non sembrano lamentarsene.

Tuttavia, se il piglio fosse questo per completamento bisognerebbe assumersi delle responsabilità, viceversa, attribuite ad altri. La continenza dialettica di Giacomo Ghilardi quasi sempre finisce fuori controllo, assolvendosi arbitrariamente, da ciò che compete a un capo o purchessia egli intenda definirsi.

Ghilardi, attacca come fogli propagandisti i giornali che ne segnalano le deficienze politico-amministrative. Qui siamo alle “grida”, di papalina memoria, dove ogni libello veniva considerato un oltraggio di lesa maestà. Una modalità comunicativa, palesemente arroccata dentro Palazzo Confalonieri. Che si senta sotto assedio è comprensibile, ma questa volta non si tratta di “tanti nemici, tanto onore”. Chi è causa (negli anni) del proprio navigare audacemente laurino strutturato con promesse mai mantenute, non si può attendere un approdo che non sia la sconfitta politica e il rischioso pindarico volo verso altri lidi.

Ivano Bison

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