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Crisi a Cinisello, “giunta al capolinea, il sindaco si dimetta”

Le dimissioni dell’assessore ai Lavori pubblici Francesco Scaffidi e la revoca delle deleghe all’assessore Riccardo Malavolta alimentano lo scontro politico a Cinisello Balsamo. Dopo il terremoto innescato dalla vicenda delle undici palestre scolastiche non utilizzabili dalle associazioni sportive per problemi legati alle norme antincendio, le forze di centrosinistra chiedono ora direttamente le dimissioni del sindaco Giacomo Ghilardi, parlando di una maggioranza arrivata al capolinea.

In un duro comunicato congiunto, PD, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Psi, Cinisello Balsamo Civica e Rifondazione Comunista sostengono che l’uscita di scena di Scaffidi e la successiva revoca delle deleghe a Malavolta non rappresentino un semplice rimpasto, ma “la certificazione del fallimento della Giunta”. Per le opposizioni, il sindaco non avrebbe chiarito le ragioni politiche che hanno portato, nel giro di poche ore, alla perdita di due assessori provenienti dalla sua lista civica.

Il centrosinistra richiama anche le parole utilizzate dallo stesso Scaffidi nella lettera con cui ha annunciato le dimissioni, quando ha ammesso un errore nella gestione della vicenda delle palestre e ha scritto che “sarebbe troppo riduttivo guardare la pagliuzza negli occhi degli altri e non la trave nel proprio”. Un passaggio che, secondo le opposizioni, chiamerebbe in causa l’intera amministrazione e non soltanto i singoli assessori.

Nel mirino finisce anche il silenzio del sindaco Ghilardi, accusato di non assumersi la responsabilità politica della situazione. “Non è uno spettatore – sostengono le forze di centrosinistra – ma il capo dell’amministrazione, colui che ha scelto la squadra e definito le priorità politiche e di bilancio”.

L’attacco si allarga poi all’operato complessivo della Giunta. Oltre alla gestione delle palestre, il centrosinistra cita la perdita del finanziamento PNRR da 1,7 milioni di euro destinato all’asilo nido di via Alberti, le polemiche sugli investimenti nell’Area Feste, il ritardo nell’approvazione del nuovo Piano di governo del territorio, la pressione fiscale locale, il taglio degli alberi, il degrado urbano, la situazione degli impianti sportivi e le criticità nella viabilità.

Secondo le opposizioni, questi elementi delineano un’amministrazione “che rincorre le emergenze, perde pezzi e non riesce più a indicare una direzione alla città”. Da qui la richiesta politica più forte rivolta al primo cittadino: prendere atto della crisi, dichiarare conclusa l’esperienza amministrativa e rassegnare le dimissioni, restituendo la parola agli elettori. La maggioranza, al momento, non ha replicato alle ultime richieste del centrosinistra.

Redazione "La Città"

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