
Bresso, il Comitato No Aeroporto scrive al sindaco: “Difendiamo il Parco Nord “
Nuovo capitolo nel confronto sul futuro dell’aeroporto Franco Bordoni Bisleri di Bresso. Dopo la bocciatura, nel Consiglio comunale del 23 luglio, della mozione dell’opposizione che chiedeva nuovi interventi sullo scalo, il Comitato Difesa Parco Nord – No Aeroporto Commerciale ha diffuso una lettera aperta indirizzata al sindaco Simone Cairo, rilanciando le proprie preoccupazioni sull’aumento del traffico aereo e sul rischio di uno sviluppo dell’aeroporto ritenuto incompatibile con il territorio.
Nel documento il Comitato esprime rammarico per la decisione della maggioranza di respingere la mozione, giudicata “ripetitiva” rispetto a quella approvata all’unanimità lo scorso gennaio. Secondo i firmatari, però, la novità consisteva nella richiesta di verificare se le modifiche introdotte negli anni al regolamento dello scalo siano compatibili con il Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2007 tra gli enti coinvolti.
La lettera contesta anche il richiamo storico fatto dal sindaco durante il dibattito consiliare, quando aveva ricordato gli arrivi a Bresso, negli anni Cinquanta, di personalità come Maria Callas e i principi di Monaco per sostenere come i voli privati facciano parte della storia dell’aeroporto. Per il Comitato il paragone non sarebbe pertinente, perché nel frattempo il territorio è profondamente cambiato: Bresso è passata da circa 9 mila abitanti del 1959 agli oltre 26 mila attuali, con una forte urbanizzazione e la nascita del Parco Nord Milano, oggi frequentato da milioni di visitatori ogni anno.
Proprio il Protocollo del 2007 rappresenta il fulcro delle rivendicazioni del Comitato. Secondo i cittadini, quel documento prevedeva il mantenimento dell’assetto operativo esistente, escludendo incrementi del traffico o cambiamenti sostanziali nella funzione dello scalo. I firmatari sostengono invece che negli ultimi anni si sia registrato un aumento dei voli e dei sorvoli e denunciano la presenza di aeromobili più grandi rispetto a quelli previsti dal piano di riassetto, citando in particolare l’utilizzo di velivoli Pilatus PC-12 NGX e la presenza sempre più frequente di bimotori turboelica e jet privati.
Nella lettera vengono inoltre richiamati i dati, definiti parziali, di ENAC Servizi, secondo cui lo scalo registrerebbe oltre 2 mila movimenti al mese, ai quali si aggiungerebbero numerosi sorvoli sulle aree urbane circostanti. Il Comitato richiama anche uno studio del Politecnico di Milano che in passato aveva valutato il rischio aeroportuale “al limite dell’accettabilità“, sostenendo che oggi tale soglia potrebbe essere stata superata.
I cittadini ribadiscono di non chiedere la chiusura dell’aeroporto, ma una regolamentazione del traffico aereo nel rispetto degli accordi sottoscritti nel 2007. Per questo guardano con favore alla proposta del sindaco di istituire un tavolo di confronto con ENAC, Regione Lombardia e AREU, chiedendo però che vi sia anche una rappresentanza dei cittadini e del Comitato.
Nella parte finale della lettera vengono criticati anche alcuni slogan utilizzati dal primo cittadino, come “Bresso torni padrona dell’aeroporto” e “Padroni a casa nostra”. Per il Comitato il tema non riguarda la proprietà dello scalo, bensì la tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della biodiversità del Parco Nord. Il confronto sull’aeroporto di Bresso resta quindi aperto. Da una parte l’Amministrazione comunale continua a ribadire la propria contrarietà alla trasformazione dello scalo in aeroporto commerciale, ma ritiene necessario mantenere un dialogo istituzionale con gli enti competenti. Dall’altra il Comitato chiede verifiche puntuali sul rispetto del Protocollo d’intesa del 2007 e un coinvolgimento diretto della cittadinanza nelle scelte che riguardano il futuro dell’aeroporto e del Parco Nord, uno dei principali polmoni verdi dell’area metropolitana milanese.
