
La crisi di giunta che il sindaco non spiega. Ma la città merita rispetto
Ciò che colpisce di più è il silenzio. Nell’arco di poche ora due assessori della giunta di Cinisello Balsamo cadono sull’affaire palestre. Uno si dimette, l’altro viene cacciato dal sindaco. E tutto quello che la stampa locale, i partiti e la cittadinanza hanno potuto sapere l’hanno letto in una nota di qualche riga fatta girare ieri nel pomeriggio dall’ufficio del primo cittadino.
Nessuna spiegazione di merito di quanto accaduto, soltanto la notizia che il sindaco Giacomo Ghilardi toglie le deleghe all’assessore allo Sport e alla Sicurezza Riccardo Malavolta, dopo le dimissioni del collega ai Lavori Pubblici Francesco Scaffidi. L’esibizione muscolare di Ghilardi che avoca le deleghe tutte sulla sua persona nasconde una crisi politica senza precedenti. Che non viene spiegata a nessuno.
C’è, in tutta questa vicenda segnata anche dalla calura eccezionale di questi giorni che sicuramente ci mette del suo nell’accelerare le crisi, un atto di inaudita supponenza e mancanza di rispetto nei confronti degli elettori. Siamo ormai purtroppo abituati al metodo della destra cinisellese. Qualche tempo fa hanno commissariato la Lega, primo partito di governo in città che esprime il sindaco e nessuno ha ancora spiegato il perché.
Ieri si dimettono due assessori in seguito a un erroraccio amministrativo, quello delle palestre rimaste senza certificazioni anti-incendio, scivolone grossolano, indecoroso per chi da anni ci propina la propaganda dell’efficienza, che costerà caro alle associazioni sportive. In tutto questo il sindaco non fornisce pubblicamente alcuna spiegazione politica della sua scelta, alcuna indicazione strategica sul futuro, sul destino del suo governo. Come se la cosa fosse affar suo e non di 75mila cinisellesi.
Forse con l’andare dei giorni capiremo cosa sta davvero accadendo a palazzo Confalonieri. Se le dimissioni sono frutto di errori amministrativi imperdonabili oppure dovute allo sconquasso interno alla destra, dove i tanti galli del pollaio iniziano a non sopportarsi più.
Sembra che le future elezioni, a Cinisello si vota tra due anni, siano l’unica prospettiva che agita menti e cuori del ceto dirigente in carica da 8 anni. Mentre la città rimane in sottofondo. Avvolta dai problemi che aumentano e dalla necessità di essere governata.
