Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Più costi per la raccolta rifiuti. A Cinisello Tari in aumento. Di poco

Il Consiglio comunale di Cinisello Balsamo ha approvato il Piano Economico Finanziario (Pef) del servizio di gestione dei rifiuti per il quadriennio 2026-2029 e le tariffe Tari per il 2026. L’amministrazione sottolinea che, nonostante l’aumento dei costi del servizio e le nuove regole introdotte a livello nazionale da Arera, le tariffe resteranno sostanzialmente in linea con quelle dello scorso anno.

Il Pef, predisposto da Nord Milano Ambiente secondo il nuovo Metodo Tariffario Rifiuti (MTR-3) e validato dalla società indipendente Labelab, prevede per il 2026 un gettito complessivo di 11.048.456 euro, in aumento di poco più di 110 mila euro rispetto agli oltre 10,9 milioni del 2025. L’incremento, pari all’1,018%, rimane al di sotto del limite massimo di crescita fissato da Arera, che per il prossimo anno è dell’1,90%.

La ripartizione del costo del servizio resta pressoché equilibrata: il 51% sarà a carico delle utenze domestiche, mentre il restante 49% sarà sostenuto dalle attività economiche. Complessivamente il servizio interessa circa 76 mila utenze cittadine.

Secondo il Comune, il lieve aumento è determinato dall’incremento generale dei costi del settore, dall’inflazione stimata all’1,2% e dai nuovi obblighi regolatori previsti dalla normativa nazionale.

Nel piano viene confermato anche il livello della raccolta differenziata, che si attesta al 59,6%, con oltre 19.400 tonnellate di rifiuti avviate al recupero.

Oltre alla Tari calcolata dal Comune, gli avvisi di pagamento comprenderanno le componenti aggiuntive previste dalla normativa: il tributo provinciale (Tefa) pari al 5%, la quota di 0,10 euro per la gestione dei rifiuti accidentalmente pescati o raccolti volontariamente, 1,50 euro destinati alla copertura delle agevolazioni in caso di eventi calamitosi e 6 euro per il finanziamento del bonus sociale e delle agevolazioni tariffarie.

Resta invariato anche il calendario dei pagamenti: due rate di acconto con scadenza 30 giugno e 30 settembre, mentre il saldo dovrà essere versato entro il 2 dicembre 2026.

“La Tari del 2026 è il risultato dell’applicazione del nuovo metodo tariffario nazionale di Arera, che impone regole uguali per tutti i Comuni – commenta il sindaco Giacomo Ghilardi –. Anche quest’anno siamo riusciti a contenere al massimo l’impatto sulle famiglie e sulle attività economiche. In un periodo in cui aumentano materie prime, energia e costi dei servizi, abbiamo lavorato per mantenere la Tari sostanzialmente stabile senza gravare ulteriormente sui cittadini”.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Liceo Casiraghi, il caso delle “classi pollaio” arriva in Parlamento

Articolo successivo

Minimarket e la guerra dei ricorsi. Il Tar promuove il “pacchetto sicurezza”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *