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“Classi pollaio” al liceo Casiraghi. Protestano insegnanti e studenti

Classi accorpate, studenti redistribuiti e il rischio di “classi pollaio”. Al liceo Casiraghi di Cinisello Balsamo docenti, studenti e famiglie denunciano le conseguenze della riorganizzazione delle classi decisa in vista dell’anno scolastico 2026-2027.

Il caso nasce dalla ridefinizione dell’organico delle classi terze da parte dell’Ufficio scolastico territoriale di Milano. Pur rimanendo invariato il numero complessivo delle classi, una sezione è stata trasferita dall’indirizzo Scientifico a quello Linguistico, riducendo da sei a cinque le future terze dello Scientifico e portando a una nuova redistribuzione degli studenti. La decisione è stata comunicata alla scuola con una circolare del 17 luglio e ha costretto l’istituto a smembrare un’ulteriore classe seconda dello Scientifico per formare le nuove terze.

Secondo i docenti, la conseguenza più immediata sarà la formazione di classi con circa 30 studenti, oltre alla rottura di gruppi già consolidati. Una situazione che, sostengono gli insegnanti, compromette la continuità didattica e relazionale costruita negli anni e rende più difficile seguire gli studenti che presentano bisogni educativi speciali, disturbi specifici dell’apprendimento o altre fragilità.

In una lettera inviata all’Ufficio scolastico territoriale, al Ministero dell’Istruzione e alla dirigenza dell’istituto, un gruppo di professori evidenzia come il Casiraghi operi in un contesto territoriale complesso e abbia sempre investito sull’inclusione e sulla qualità dell’offerta formativa. Per questo motivo, spiegano, l’aumento del numero di alunni per classe rischia di penalizzare proprio gli studenti più vulnerabili e di compromettere l’efficacia della didattica.

La vicenda, inoltre, riporta alla memoria quanto accaduto già un anno fa. Anche nell’estate 2025 il liceo era stato interessato da un piano di riduzione delle classi che aveva provocato una forte mobilitazione del Consiglio d’istituto, dei docenti e delle famiglie. In quell’occasione veniva contestato lo smembramento di classi già riorganizzate e il rischio di compromettere percorsi didattici specifici, come quelli a potenziamento matematico e biomedico.

Le preoccupazioni riguardano anche il prossimo anno scolastico. Secondo quanto riportato dagli insegnanti, oltre alle cinque terze dello Scientifico da circa 30 alunni ciascuna, anche le future classi prime potrebbero partire con organici molto numerosi, arrivando a 29 studenti per classe. Una prospettiva che alimenta il timore di un peggioramento delle condizioni di insegnamento e apprendimento.

Redazione "La Città"

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