
Fondazione Pelucca. A chi sono destinati gli alloggi?
di Andrea Maffezzoli
articolo estratto da Nuova Sesto
Negli ultimi dodici mesi la Fondazione Pelucca è tornata più volte al centro del dibattito cittadino. Tra cambiamenti nella governance, discussioni sul futuro della struttura e interrogativi sulla gestione dei servizi, una domanda continua ad accompagnare la vita di una delle realtà più importanti dedicate agli anziani della nostra città: quale direzione sta prendendo la Fondazione?
La Pelucca nasce con una missione precisa: offrire servizi, assistenza e sostegno alle persone anziane e più fragili di Sesto San Giovanni. Una missione che dovrebbe orientare ogni scelta amministrativa. Per questo ci è stata segnalata una situazione che merita un chiarimento pubblico. Secondo quanto riferito da alcune persone che conoscono la realtà della Fondazione, diversi minialloggi sarebbero oggi occupati da infermieri, volontari della Croce Rossa e collaboratori o appaltatori che operano all’interno della struttura, come forma di supporto o rimborso legato all’attività svolta.
Se così fosse, la domanda non riguarda il valore del lavoro di queste persone, che nessuno mette in discussione. Infermieri, operatori e volontari sono una risorsa fondamentale e meritano il massimo rispetto. Il punto è un altro. Quegli appartamenti sono stati progettati per offrire una risposta abitativa agli anziani, favorendo un percorso di autonomia protetta e consentendo loro di continuare a vivere in un contesto assistito.
Se oggi vengono utilizzati per finalità diverse, è giusto chiedersi perché. Quali sono i criteri di assegnazione? Esiste un regolamento pubblico? Quanti appartamenti sono oggi occupati da persone che non rientrano nella categoria degli anziani destinatari del servizio? Si tratta di una soluzione temporanea o di una scelta ormai consolidata?
Sono domande legittime, soprattutto se si considera che la struttura risulta da tempo completamente occupata e che numerosi anziani attendono di poter accedere ai servizi abitativi della Fondazione. In una città che invecchia rapidamente, ogni posto disponibile rappresenta una risorsa preziosa. Per questo la trasparenza diventa fondamentale.
Non si tratta di mettere in discussione il lavoro degli operatori, né di creare contrapposizioni tra categorie diverse. Si tratta di capire se una struttura nata per gli anziani stia ancora perseguendo pienamente la propria missione. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a numerosi cambiamenti all’interno della Fondazione Pelucca.
Proprio per questo sarebbe auspicabile che il Consiglio di Amministrazione e l’Amministrazione comunale facessero piena chiarezza sulla gestione degli alloggi, pubblicando criteri di assegnazione, numeri aggiornati e modalità di utilizzo. La trasparenza non serve ad alimentare polemiche. Serve a rafforzare la fiducia dei cittadini. Perché quando si parla di servizi dedicati alle persone più fragili, ogni scelta deve poter essere spiegata e compresa.
