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Sesto e le fontane della destra. L’ultima costerà 500 mila

di Tore Leone

L’amministrazione comunale di Sesto San Giovanni ha approvato la costruzione di una fontana scenografica nella rotatoria tra via dei Partigiani e via Di Vittorio.  “La riqualificazione della rotatoria – recita il comunicato stampa del comune – è concepita come nuovo elemento identitario e rappresentativo dell’ingresso della città, capace di raccontare la trasformazione di Sesto San Giovanni dalla tradizione siderurgica alla città dell’innovazione, della ricerca e della tecnologia”.

In attesa di sviluppare questi progetti dedicati alla ricerca e alla tecnologia la destra sestese ha puntato molto in questi nove anni di governo sull’elemento acquatico. Partendo dalla riconversione della piscina pubblica Carmen Longo in un centro benessere privato e parco acquatico per bambini, alla nuova fontana della polemica in piazza Trento e Trieste, ai getti d’acqua di piazza Petazzi.

A proposito, com’è che in questo periodo torrido le fontanelle della centrale piazza sestese funzionino col contagocce? Forse c’è il rischio che da elemento scenografico qualche bimbo si possa rinfrescare gratuitamente, e magari c’è il grosso rischio che a fruirne possano essere quelli di origine islamica. A un anno dalle elezioni non si può cedere la più simbolica piazza cittadina a chi viene maggiormente osteggiato dai propri partiti di appartenenza.

Ritornando alla vocazione acquatica sestese, l’assessore al verde Fiorino vorrebbe trasformare uno snodo strategico viabilistico, quello appunto tra la via dei Partigiani e la via Di Vittorio, in un punto di riferimento visivo per chi entra in città. La nuova fontana nella rotatoria sarà dotata di diversi giochi d’acqua, steli, cascate, polverizzatori, zampilli illuminati da 84 faretti e 240 metri di strisce led, per un costo di 500 mila euro, oltre agli accessori.

Tre alberi e cespugli abbattuti. La notizia ha scatenato sul web l’indignazione di decine di cittadini. Alcuni sottolineano come “in periodo di siccità simile sarebbe più utile e lungimirante innaffiare le piante”; altri sostengono che “quei soldi potevano essere investiti sulla sicurezza di cui è carente la città”; molti credono che fosse “più valido sistemare i marciapiedi e le strade”.    

Sesto perde la propria vocazione per il lavoro e l’imprenditoria, ma ne guadagna in visibilità e giochi d’acqua, sempre che funzionino rispetto a quelle dismesse al vicino parco Bergamella e di fronte al Centro commerciale Vulcano.

Redazione "La Città"

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