
Ricerca e qualità dell’abitare. La casa del futuro si costruisce oggi
di Pierpaolo Forello
Presidente UniAbita
Da sempre, quando si parla di UniAbita, il primo pensiero va alla proprietà indivisa. A quello straordinario meccanismo di mutuo aiuto che ha consentito a generazioni di lavoratori di avere casa ad affitti sostenibili e perpetui. Da oltre un secolo il nostro modello cooperativo rappresenta una risposta concreta al diritto alla casa, offrendo abitazioni di qualità e sottraendo migliaia di famiglie alle oscillazioni del mercato immobiliare.
Quel modello continua a essere il cuore della nostra identità e della nostra missione. Oggi, però, sentiamo il dovere di raccontare anche l’altra parte del percorso che la cooperativa ha intrapreso negli ultimi anni e che sta contribuendo ad arricchire il nostro ruolo nelle città. UniAbita è un soggetto capace di progettare e realizzare interventi di proprietà divisa che coniugano qualità architettonica, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e attenzione ai bisogni delle persone.
Non è un cambio di direzione, ma un’evoluzione naturale. Perché la casa, oggi più che mai, richiede risposte diverse e complementari. La crisi abitativa riguarda chi cerca un alloggio in affitto ma anche giovani coppie, famiglie, lavoratori e anziani che desiderano acquistare una casa moderna, efficiente e accessibile senza rinunciare alla qualità dell’abitare.
È una domanda nuova che la cooperazione non può ignorare. Per questo abbiamo scelto di investire nella proprietà divisa con la stessa filosofia che ha sempre guidato il nostro lavoro: mettere al centro le persone e non soltanto gli edifici. I cantieri realizzati tra Milano e Sesto San Giovanni rappresentano concretamente questa visione. Il complesso di via Boccaccio 164, a pochi passi dalla nuova stazione progettata da Renzo Piano, e il progetto “Sintonia”, nell’area dell’ex Cinema Elena, dimostrano come sia possibile trasformare luoghi dismessi in nuovi quartieri vivi, sostenibili e integrati con il tessuto urbano.
Il fatto che “Sintonia” registri già numerose prenotazioni, nonostante la conclusione dei lavori sia prevista nel 2029, conferma che esiste una domanda forte di abitazioni progettate con criteri innovativi. Innovazione significa innanzitutto ripensare gli spazi. Le case di oggi devono essere più flessibili, luminose e funzionali rispetto al passato.
Ogni metro quadrato deve avere un’utilità concreta. Accanto all’architettura, assumono un ruolo determinante le tecnologie impiantistiche. Grazie anche alla collaborazione con spin-off del Politecnico di Milano, realizziamo edifici capaci di offrire elevate prestazioni energetiche, comfort termico sia d’estate sia d’inverno e un importante isolamento acustico. La cosa più importante è che questo patrimonio di competenze viene trasferito anche al patrimonio della proprietà indivisa, generando un miglioramento complessivo della qualità abitativa che UniAbita offre ai propri soci.
Il nostro sguardo è già rivolto ai prossimi interventi. A Cascina Gatti di Sesto San Giovanni prenderà forma un nuovo piano attuativo con circa novanta alloggi articolati in tre lotti funzionali. In via Fiorani, grazie alla riqualificazione di un’area industriale oggi inutilizzata e alla vicinanza con la metropolitana, nascerà un ulteriore progetto di rigenerazione urbana che contribuirà a dare nuova vita a una parte importante della città. Rigenerare significa recuperare spazi abbandonati, limitare il consumo di suolo, migliorare i quartieri, creare relazioni e opportunità. È una responsabilità che chi opera nel settore immobiliare deve assumersi con convinzione.
