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Caos Lega anche a Sesto, un commissario a gestire le elezioni

A pochi mesi dall’avvio della fase che porterà alle prossime elezioni amministrative, la Lega di Sesto San Giovanni si ritrova improvvisamente commissariata, allo stesso modo dei vicini di casa di Cinisello Balsamo. Una decisione maturata senza alcuna comunicazione pubblica e che, inevitabilmente, alimenta interrogativi sul clima interno al partito che, insieme a Fratelli d’Italia e Forza Italia, guida da quasi un decennio il governo cittadino. Il commissariamento arriva in una fase particolarmente delicata per il Carroccio sestese.

La capogruppo in consiglio comunale Nicoletta Pini era diventata segretaria dal partito dal 2023. Ma evidentemente le tensioni interne che si avvertono in avvicinamento alle elezioni amministrative del prossimo anno potrebbero aver giocato un ruolo decisivo. Il sindaco leghista Roberto Di Stefano è ormai al termine del secondo mandato e la partita per individuare il successore è quindi già iniziata, anche se ufficialmente nessuno dei partiti della maggioranza ha aperto il confronto.

Proprio questa prospettiva sembra essere uno degli elementi che stanno alimentando le fibrillazioni interne. La scelta del candidato sindaco rappresenterà infatti un passaggio decisivo per gli equilibri del centrodestra sestese, con la Lega chiamata a difendere una leadership costruita negli anni ma oggi messa alla prova anche dalla crescita di Fratelli d’Italia, ormai primo partito della coalizione a livello nazionale e locale. Secondo diverse indiscrezioni raccolte negli ambienti politici cittadini, anche all’interno della Lega sestese convivrebbero sensibilità differenti.

L’ingombrante presenza di Silvia Sardone, eurodeputata e vicesegretaria nazionale che sposa la linea sovranista e vorrebbe indirizzare le scelte locali, avrebbe acceso più di una disputa con i federalisti della prima ora. Ma sono solo ipotesi, la Lega è chiusa a testuggine, poca voglia di parlare nel suo stato maggiore e nessuna comunicazione ufficiale. Il commissariamento potrebbe dunque rappresentare il tentativo dei vertici del Carroccio di ricomporre le divisioni e riportare sotto un’unica regia il partito in vista di una stagione politica destinata a essere particolarmente complessa.

Una scelta che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe consentire di gestire con maggiore equilibrio il percorso che porterà all’individuazione della futura classe dirigente cittadina.

Redazione "La Città"

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