
Monopattino oltre i 100 km l’ora. Controlli e sequestri a Bresso
Controlli straordinari della Polizia Locale di Bresso sulle strade cittadine. L’attività, intensificata nelle ultime settimane, ha riguardato in particolare il rispetto delle norme introdotte con il nuovo Codice della strada, con verifiche mirate sui comportamenti più pericolosi alla guida e sull’utilizzo dei monopattini elettrici.
Tra le violazioni più frequenti emerse durante i controlli figura l’uso del telefono cellulare mentre si è al volante. Gli agenti hanno contestato 34 infrazioni ad automobilisti sorpresi a utilizzare lo smartphone durante la marcia, spesso intenti a scrivere o leggere messaggi anziché mantenere l’attenzione sulla carreggiata. Per tutti è scattato il ritiro della patente, come previsto dalla normativa vigente. Per individuare i trasgressori è stato impiegato anche un veicolo in abiti civili.
L’attività si è concentrata anche sui monopattini elettrici. In totale sono stati elevati undici verbali: sei conducenti circolavano senza la targa obbligatoria, tre senza casco e due sono stati sanzionati per aver superato il limite di velocità consentito. Tra gli episodi più particolari quello di un monopattino che, secondo gli accertamenti effettuati dagli agenti, è risultato in grado di raggiungere una velocità di 107 chilometri orari.
Parallelamente ai controlli sulla sicurezza stradale, le pattuglie impegnate nei servizi di presidio del territorio hanno fermato due veicoli già segnalati nell’ambito di indagini nazionali per episodi di furti e truffe.
In uno dei casi gli agenti hanno identificato alla guida di un’auto a noleggio una donna peruviana, classe 1988, residente nell’hinterland milanese, priva di patente e con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio. La donna risultava inoltre destinataria di diversi provvedimenti di prevenzione emessi in varie città italiane.
Durante il controllo sono stati rinvenuti modiche quantità di sostanza stupefacente per uso personale e alcuni telefoni cellulari privi di scheda Sim, dei quali non è stata in grado di giustificare la provenienza. Per questo motivo è stata denunciata con l’accusa di ricettazione, mentre il materiale è stato posto sotto sequestro.
