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Il caldo record e la disuguaglianza climatica. Le proposte per i comuni

Prima il caldo eccezionale, con temperature che da settimane mettono sotto pressione città e servizi, poi il tema delle disuguaglianze che il cambiamento climatico rende sempre più evidenti. È su questo terreno che interviene il Partito Democratico di Cormano, chiedendo di affrontare l’emergenza non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche sociale. E di farlo partendo dai comuni.

Secondo i democratici, il giugno appena trascorso, tra i più caldi mai registrati, dimostra come gli effetti della crisi climatica colpiscano in modo diverso le persone. Chi vive in abitazioni poco isolate, non può permettersi di utilizzare il condizionatore o risiede in quartieri caratterizzati da ampie superfici asfaltate e da una scarsa presenza di alberi e aree verdi subisce conseguenze ben più pesanti rispetto ad altri cittadini. Sarebbero 2,5 milioni gli italiani in queste condizioni.

“Questa si chiama disuguaglianza climatica”, sottolinea il PD, che invita ad ampliare il dibattito oltre la sola dimensione ambientale. Per il partito servono infatti interventi strutturali, come investimenti per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati, programmi di depavimentazione degli spazi urbani e un deciso incremento del verde cittadino. Misure che, evidenziano i democratici, richiedono una programmazione di scala metropolitana e regionale.

Accanto alle politiche di lungo periodo, però, il PD ritiene che anche i Comuni possano adottare da subito iniziative concrete per proteggere la popolazione durante le ondate di calore. Tra le proposte avanzate c’è la realizzazione di una mappatura dei cosiddetti “rifugi climatici”: biblioteche, parchi, edifici pubblici e altri spazi accessibili dove i cittadini possano trovare temperature più miti, acqua potabile e un luogo sicuro in cui trascorrere le ore più calde della giornata.

Per il Partito Democratico, affrontare gli effetti del cambiamento climatico significa anche garantire maggiore equità sociale. Il richiamo finale è all’articolo 3 della Costituzione, che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza tra i cittadini. “Oggi – osservano i democratici – quegli ostacoli assumono anche la forma delle disuguaglianze prodotte dalla crisi climatica, ma il dovere di chi amministra resta lo stesso: tutelare tutti, a partire dalle persone più fragili”.

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Redazione "La Città"

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