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Quando la politica livella verso il basso: il paradosso del cemento nel nostro parco
di Letizia Villa
C’è un’idea di città che sta emergendo a Cinisello Balsamo, ed è un’idea che dovrebbe preoccupare tutti noi, non solo chi abita a ridosso delle aree verdi.
Recentemente, a seguito delle varianti al PGT votate dalla maggioranza in Consiglio comunale, si è aperto un acceso dibattito. Al centro della discussione c’è un intervento pesante nella zona più verde di Cinisello: la costruzione di un condominio all’interno del Parco del Grugnotorto (oggi Parco Nord). Inoltre, è previsto il raddoppio nella stessa zona della via Alberti in una strada a quattro corsie, assolutamente voluta da questa Amministrazione e giustificata come prezzo da pagare in cambio dell’apertura di un supermercato Iperal di media dimensione.
Di fronte alle preoccupazioni espresse dai cittadini per l’aumento di traffico, smog e insicurezza stradale, la risposta arrivata via social da un esponente della maggioranza consiliare, nonché capogruppo della Lega, è stata disarmante: ha accusato chi protesta di voler difendere un “privilegio” egoista, domandandosi se chi vive già in mezzo alle macchine in altre zone della città debba essere considerato un cittadino di serie B.
Dietro questa retorica apparentemente “egualitaria” si nasconde in realtà la politica del “mal comune mezzo gaudio”. Un’amministrazione lungimirante dovrebbe mirare a elevare la qualità della vita di tutti, portando il verde dove manca, non livellandola verso il basso distruggendo l’ultimo polmone rimasto. Ma per capire quanto sia profondo questo cortocircuito occorre approfondire.
Il primo punto fermo di questa vicenda è una vera e propria ferita al territorio. Parliamo di una struttura che, nei piani e nelle speranze della comunità, era originariamente destinata adaccogliere servizi di pubblica utilità: laboratori didattici ed altro, sarebbe stato bello poter immaginare di veder crescere delle start up giovanili.
Con un colpo di spugna, quella destinazione solidale e collettiva è sparita. Al suo posto nascerà una palazzina privata da con più di 20 appartamenti, immersa nel parco, contantodi nuovi parcheggi e relative auto. Come può un amministratore locale definire “privilegio dei residenti” la difesa di uno spazio che doveva servire ai più fragili di tutta la città?
Il secondo paradosso riguarda la viabilità. Al posto di una vecchia fabbrica dismessa nascerà un piccolo supermercato. Si tratta di un servizio commerciale di vicinato atteso e indubbiamente utile per il quartiere, che oggi ne è sprovvisto. Il problema risiede nella “moneta di scambio” richiesta: il raddoppio della strada adiacente a quattro corsie.
Ci viene detto che l’allargamento della carreggiata è indispensabile per permettere il passaggio dei camion delle merci e la viabilità del comparto. Ma trasformare una via urbana che costeggia un parco in una sorta di autostrada cittadina è un delitto urbanistico. Le macchine e l’asfalto sembrano essere diventati l’unico obiettivo di chi pianifica la città, convinto che l’unico modo per accontentare la cittadinanza sia fare spazio al traffico selvaggio. Ma ci potrebbero attendere anche altre sorprese negative, con il raddoppio della via Alberti!
