
Tragedia a Cinisello, uccide il padre e ne brucia il corpo
Orribile tragedia in via Casati a Cinisello Balsamo, dove un uomo di 74 anni è stato ucciso all’interno della propria abitazione e, secondo la prima ricostruzione degli investigatori, il corpo è stato poi dato alle fiamme. A togliere la vita al pensionato è stato il figlio 47 enne, affetto da problemi psichici, che ha poi dato alle fiamme il cadavere.
Un episodio che ha sconvolto la città per la sua brutalità e che ha lasciato sgomenti non soltanto i residenti del quartiere, ma l’intera comunità cittadina. Le prime informazioni parlano di una situazione familiare segnata da difficoltà e di possibili problemi psichiatrici dell’autore del gesto, subito arrestato, elementi che dovranno essere verificati e approfonditi nelle sedi opportune.
L’aggressore aveva già colpito in passato. Era il 2017 quando aggredì a schiaffi e senza motivo un anziano davanti a un bar di viale Rinascita, provocandone la morte. Era stato arrestato e fino a pochi mesi fa si trovava in una struttura psichiatrica. Attualmente era tornato a vivere col padre.
Al di là dell’aspetto giudiziario, però, resta una domanda che sempre più spesso accompagna fatti di sangue che avvengono nelle nostre città. Quante sofferenze, quanti disagi, quante fragilità rimangono nascoste dietro le porte degli appartamenti?
Negli ultimi anni la cronaca restituisce con frequenza crescente episodi che sembrano accomunati da un elemento ricorrente: persone che vivono condizioni di isolamento, disagio psicologico, marginalità relazionale o difficoltà familiari che si accumulano nel tempo fino a esplodere in forme drammatiche e imprevedibili.
Per questo la tragedia di Cinisello Balsamo non può essere letta soltanto come un fatto di cronaca nera. È anche un richiamo alla necessità di investire maggiormente nei servizi territoriali, nell’assistenza alle famiglie, nel sostegno psicologico e nei percorsi di presa in carico delle persone più vulnerabili.
