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Trasporto pubblico, mezzi poco sicuri per un viaggiatore su tre

Più di otto persone su dieci utilizzano abitualmente il trasporto pubblico, ma quasi un terzo dichiara di aver subito molestie durante gli spostamenti. È il dato più significativo emerso dall’indagine sulla percezione della sicurezza nel trasporto pubblico locale promossa dall’Università Statale di Milano insieme all’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale del bacino della Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia.

Lo studio, presentato all’Ateneo milanese, ha raccolto le risposte di oltre 3.500 persone tra studenti, docenti e personale universitario. L’82% degli intervistati utilizza regolarmente i mezzi pubblici, confermandone il ruolo centrale nella mobilità quotidiana. Accanto all’ampio utilizzo emerge però una diffusa percezione di insicurezza, soprattutto nelle ore serali e nelle zone periferiche, che incide sulle scelte di spostamento e colpisce in particolare donne e categorie più vulnerabili.

La metropolitana risulta il mezzo più utilizzato e anche quello percepito come più sicuro. Seguono treni, tram, autobus e passante ferroviario. L’indagine evidenzia tuttavia che la sicurezza percepita non coincide sempre con quella reale: illuminazione, pulizia, presenza di altri passeggeri, attività commerciali aperte e forze dell’ordine influenzano fortemente il senso di sicurezza degli utenti.

Particolarmente significativo il dato sulle molestie. Il 29% degli intervistati riferisce di aver vissuto esperienze dirette, soprattutto sotto forma di apprezzamenti verbali e contatti fisici indesiderati. Le donne risultano le più esposte, mentre tra gli uomini emergono con maggiore frequenza segnalazioni di furti, minacce e aggressioni.

A preoccupare è anche il comportamento dei testimoni. In oltre il 70% degli episodi segnalati nessuno è intervenuto in aiuto della vittima. Un fenomeno che gli studiosi definiscono “bystander effect”, la tendenza a non agire pensando che sarà qualcun altro a farlo o per timore di esporsi. Secondo i ricercatori questo contribuisce ad aumentare il senso di isolamento e vulnerabilità delle persone coinvolte.

Tra le richieste emerse dal questionario figurano un maggiore presidio di personale e forze dell’ordine, il potenziamento della videosorveglianza, un miglioramento dell’illuminazione e della pulizia delle infrastrutture e campagne di sensibilizzazione per promuovere una maggiore responsabilità collettiva.

“La mobilità urbana è una condizione di cittadinanza che deve garantire accesso e inclusione senza che la paura diventi una barriera invisibile”, ha sottolineato Francesca Zajczyk, presidente dell’Agenzia Tpl. Per la rettrice della Statale Marina Brambilla, il report dimostra come “sentirsi al sicuro sia una condizione fondamentale per la qualità della vita e per l’utilizzo quotidiano dei mezzi pubblici”

Redazione "La Città"

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