
Cormano, saluti romani alla Festa del 2 Giugno. E’ polemica
Succede tutto nell’arco di pochi istanti. Un braccio teso nel saluto romano si alza fulmineo al termine dell’inno di Mameli, nel punto in cui il testo recita “l’Italia chiamò” e i toni si alzano. L’inno è intonato nel teatro Bì di Cormano durante la celebrazione del 2 Giugno, tra i tricolori e tante persone accorse per celebrare la Festa della Repubblica.
Il braccio inequivocabilmente teso è quello di un signore seduto in platea, che repentinamente decide di festeggiare a modo suo una ricorrenza che rappresenta la c negazione del fascismo e lo fa a pochi metri di distanza dalla giunta comunale di centrodestra al gran completo.
Ma che nell’epoca degli smartphone sempre in agguato c’è chi cattura il gesto. Il frame inizia a girare per i social. Quel braccio teso sembra proprio un saluto romano. E quel signore, dicono i bene informati, sarebbe un attivista di Fratelli d’Italia.
Subito il Partito Democratico parte all’attacco pubblicando il video del saluto romano. Giordano Ghioni, capogruppo dem, osserva: “Dopo il consigliere di Forza Nuova, evidentemente c’è qualche problema nel notare i nostalgici nella propria compagine”.
A seguire arriva anche la locale sezione dell’ANPI. “Ricordiamo a questo soggetto chela repubblica è nata dalla resistenza partigiana contro i nazifascisti e che la Repubblica e la costituzione sono antifasciste, chiediamo al sindaco di prendere posizione contro questa stupida provocazione e di fare applicare la legge Scelba”, scrive in una nota l’Associazione dei Partigiani.
