
Cinisello, dilaga il parassita degli alberi. “Serve un piano di salvataggio”
Più risorse per la manutenzione del verde pubblico, un piano strutturato per contrastare la diffusione della Takahashia japonica e l’introduzione di un vero e proprio “Piano regolatore degli alberi” all’interno del nuovo Pgt. Sono le richieste avanzate da Alleanza Verdi Sinistra Cinisello Balsamo, che lancia l’allarme sullo stato del patrimonio arboreo cittadino.
Secondo il gruppo politico, gli stanziamenti attualmente previsti dal Comune non sarebbero sufficienti a garantire una gestione efficace dei circa 13.700 alberi presenti sul territorio cittadino. Nel 2025 la manutenzione ordinaria del verde, comprensiva di taglio dell’erba e cura delle siepi, è stata finanziata con circa 387mila euro, mentre per gli interventi straordinari – tra potature, abbattimenti e fresatura delle ceppaie – sono stati destinati circa 287mila euro.
Numeri che, secondo Avs, non consentono di affrontare adeguatamente le criticità emerse in diverse zone della città, da via Guardi a via Monte Santo, passando per via Sant’Antonio, via Dante e via Marconi. A preoccupare è anche il bilancio tra abbattimenti e nuove piantumazioni: tra il 2023 e il 2025 sarebbero stati messi a dimora 430 nuovi alberi a fronte di circa 1.500 esemplari abbattuti.
Sul fronte fitosanitario, il movimento richiama l’attenzione sulla diffusione della Takahashia japonica, una cocciniglia di origine asiatica che negli ultimi anni ha colpito numerose essenze arboree presenti anche a Cinisello Balsamo. Pur non rappresentando un pericolo per persone e animali, il parassita si nutre della linfa delle piante e può compromettere lo stato di salute di diverse specie ornamentali.
Ad oggi non esisterebbe una cura risolutiva. Le indicazioni del Servizio fitosanitario regionale suggeriscono la rimozione dei rami infestati nelle prime fasi dell’attacco, mentre alcuni Comuni stanno sperimentando trattamenti a base di olio di Neem, sapone molle potassico e altre soluzioni biologiche. Anche Cinisello aveva avviato alcuni anni fa una sperimentazione endoterapica, che però non avrebbe prodotto i risultati sperati.
Per Avs la strada più efficace resta quella di una strategia integrata che combini diversi strumenti di contrasto, accompagnata però da maggiori investimenti economici. Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di incrementare le risorse destinate alla cura del patrimonio arboreo e di inserire nel nuovo Piano di governo del territorio un Piano regolatore degli alberi, considerato uno strumento fondamentale per programmare e gestire il verde urbano nei prossimi anni.
