
Cinisello, il grande labirinto del centro e l’autostrada in viale Rinascita
di Alessio Inturieri
Esiste un luogo mitico, nell’hinterland profondo, dove i cartelli stradali non indicano una direzione, ma propongono un enigma filosofico. Quel luogo è Cinisello Balsamo, fresca di una settimana di “Rivoluzione Viabilistica”.
L’assessore alla Fluidità invisibile e il Sindaco hanno guardato la mappa del centro storico e hanno pensato: “Questo paese è troppo calmo. Gli automobilisti hanno i battiti cardiaci pericolosamente regolari”. E così, con la grazia di un elefante che gioca a tetris, hanno invertito i sensi di marcia di via Carducci, via Sant’Ambrogio e via De Gasperi, spalancando via Libertà a un inedito doppio senso di marcia.
L’obiettivo ufficiale? “Rendere più lineari e funzionali i percorsi”. Il risultato reale? Viale Rinascita si è trasformato nell’Autostrada del Sole all’ora di punta, ma senza caselli e, soprattutto, senza uscite.
La Tangenziale Rinascita (ovvero il Triangolo delle Bermuda)
Il centro cittadino è diventato un buco nero metallico. Se entri in auto per comprare un etto di prosciutto, entri a far parte di un ecosistema semovente da cui uscirai, se va bene, per Natale. Gli automobilisti vagano con lo sguardo vitreo del marinaio superstite. Imboccano quella che i geni del traffico hanno battezzato la “Tangenziale Rinascita”, convinti di aggirare l’ostacolo, per poi accorgersi che le vie di fuga pensate dal Comune sono utili come un ombrello con le branchie.
Rinascita non è più un viale: è un’enorme arteria di passaggio intasata, un serpentone di lamiera dove la gente si saluta dai finestrini e scambia ricette nell’attesa del miracolo.
In compenso, c’è un dettaglio che brilla per tempismo e precisione geometrica: adesso si può raggiungere comodamente il Comune in auto. Una coincidenza straordinaria. Si dice che il Sindaco, dall’alto del suo ufficio, guardi giù e sussurri: “Vedi? Ora possono venire a protestare direttamente in macchina, se solo riuscissero a parcheggiare”.
Il Capolavoro Finanziario: Quanto costa non andare da nessuna parte?
Ma la vera perla di questa operazione, il tocco di genio che eleva l’urbanistica a satira pura, sta nella contabilità. Perché distruggere i nervi di migliaia di cittadini è un’arte, e l’arte ha un costo.
Mentre i cittadini in coda calcolano il prezzo del carburante bruciato a vuoto, le casse comunali hanno dovuto sborsare fior fior di quattrini per questa epifania stradale. Si parla di cifre a molti zeri investite in:
Segnaletica d’avanguardia: Cartelli stradali nuovi di zecca che indicano direzioni contrarie alla logica euclidea, vernice fresca sull’asfalto per disegnare frecce che si incrociano come spade laser, e cartelli provvisori posizionati nei punti strategici per massimizzare la confusione.
Consulenze d’oro: Studi di fattibilità commissionati a luminari della viabilità che probabilmente si spostano solo in elicottero o su un monopattino volante.
Spendere i soldi dei contribuenti per comprare il traffico è un capolavoro concettuale: di solito si paga per fluidificare, qui si è pagato il biglietto per un gigantesco autoscontro statico. Un investimento pubblico che ha fruttato il 100% di scontento garantito.
Campionamento dal Web: Voci dal Grande Ingorgo (e dalle tasche vuote)
Sui social network e nei gruppi di quartiere, la disperazione si fa poesia epica e rabbia contabile. Ecco una sintesi dei commenti più gettonati degli ultimi tre giorni:
Il Geometra Disperato: “Ho fatto tre volte il giro di via Carducci al contrario convinto di essere a Sesto San Giovanni. Chi ha disegnato questa segnaletica ha studiato topografia su un album di Topolino.”
Il Contribuente Furioso: “Ma quanti soldi nostri hanno speso per ridurci così? Cartelli nuovi ovunque, vernice fresca, modifiche ai semafori… tutto per creare un imbuto artificiale! Se davano quei soldi a me, gli disegnavo un labirinto migliore con i gessetti colorati.”
L’Ottimista di Viale Rinascita: “Bellissimo il cambio viabilità! Stamattina per fare duecento metri ci ho messo quaranta minuti. Ho avuto il tempo di finire un audiolibro, fare il 730 dal cellulare e fare amicizia con un camionista di passaggio.”
Il Dietrologo Politico: “Certo che la via per il Comune adesso è bella libera ed accessibile! Prima per andare a chiedere un certificato dovevi fare i voti a Sant’Ambrogio, adesso arrivi sul sagrato direttamente in seconda marcia. Serviva a noi cittadini o a qualcuno che deve timbrare il cartellino senza camminare? E noi pagiamo pure il disturbo!”
Il Pragmatico: “Nessun beneficio, solo sconcerto. Viale Rinascita è diventata una trappola per topi. Le vie d’uscita che hanno pensato sono totalmente inutili, ti ributtano sempre nello stesso imbuto. Complimenti ai geni della mobilità e a chi li ha profumatamente pagati.”
Nota di colore: Il Comune ha fatto sapere che questo è solo un “periodo di sperimentazione”. Il che, tradotto dal politichese, significa: “Abbiamo lanciato i dadi spendendo i vostri soldi, adesso aspettiamo di vedere chi sopravvive fino a luglio”. Nel frattempo, se passate da Cinisello, portatevi i viveri, un buon GPS tarato su “realtà parallele” e l’estratto conto delle tasse comunali, giusto per ridere (o piangere) un po’.
