Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Rider, operai e trasportatori. In un libro-inchiesta lo “Sfruttamento Made in Italy”

Il lavoro invisibile dietro il Made in Italy, tra rider sfruttati, operai tessili costretti a turni massacranti e filiere del lusso costruite sui subappalti. È il tema al centro della presentazione del libro “Sfruttamento made in Italy” avvenuta ieri sera al circolo Arci Torretta di Sesto San Giovanni. Dalle passerelle ai rider, lo schiavismo nascosto con cui conviviamo”, il volume-inchiesta dei giornalisti del Sole 24 Ore Sara Monaci e Ivan Cimarrusti, pubblicato da People.

All’incontro hanno partecipato anche Luca Stanzione, segretario della Camera del Lavoro di Milano, e Francesco Fedele, responsabile CGIL per il Nord Milano, che hanno sottolineato come le storie raccontate nel libro descrivano una realtà presente anche nell’area metropolitana milanese.

Il volume affronta il lato oscuro dell’economia contemporanea italiana, ricostruendo attraverso atti giudiziari, testimonianze e inchieste sul campo il sistema di sfruttamento che attraversa diversi settori produttivi, dalla logistica alla moda, fino alle piattaforme digitali di delivery.

Monaci e Cimmarusti raccontano un mondo fatto di cooperative fantasma, catene infinite di subappalti, lavoro nero e ricatti legati al permesso di soggiorno. Un sistema che colpisce soprattutto lavoratori migranti, spesso costretti a vivere nei luoghi di lavoro, sottoposti a paghe di pochi euro all’ora e a turni estenuanti. Nel libro trovano spazio le storie dei rider, degli operai tessili impiegati nei laboratori della filiera della moda e dei lavoratori della logistica, invisibili ma fondamentali per il funzionamento dell’economia contemporanea.

Particolarmente forte il capitolo dedicato alla moda di lusso, dove – spiegano gli autori – dietro grandi marchi e produzioni vendute a prezzi altissimi si nasconde spesso una catena produttiva basata sullo sfruttamento. “Non è un fenomeno occasionale ma strutturale”, sostengono gli autori, evidenziando come il sistema dei subappalti venga utilizzato per scaricare costi e responsabilità sugli ultimi anelli della filiera.

Durante la presentazione è stato ribadito anche il ruolo delle inchieste della Procura di Milano sul caporalato urbano e sul lavoro irregolare nella filiera della moda, considerate dagli intervenuti un punto di svolta nell’emersione pubblica del fenomeno.

Nella prefazione del libro, l’economista Tito Boeri definisce l’inchiesta “necessaria” perché costringe a interrogarsi su una domanda scomoda: quanto siamo davvero disposti a pagare per garantire diritti e lavoro dignitoso?

Il libro, uscito per People Editore, sta ricevendo attenzione nel dibattito pubblico proprio per la capacità di raccontare non soltanto numeri e dati, ma le vite concrete dei lavoratori sfruttati nel cuore del Made in Italy.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Biodiversità, torna il Festival al Parco Nord per la ventesima volta

Articolo successivo

Niente bis per il Comfort Festival a Cinisello. La nuova edizione a Milano  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *