Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Vannacci sbarca nell’ex Stalingrado. E anche a Cinisello

Vento in poppa, almeno così pare, per il generale Vannacci e il suo movimento politico, che dopo l’exploit di Vigevano cerca ramificazioni un po’ ovunque. E non potevano mancare Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, due città alle porte di Milano dove non mancano problemi di sicurezza e integrazione e dove Futuro Nazione cercherà, con tutta evidenza, di cavalcare il malcontento.

A Sesto, storica città simbolo della sinistra operaia italiana, sbarca quindi l’organizzazione territoriale del generale, con un nuovo comitato locale che rientra in una più ampia operazione di radicamento in Lombardia, dove il partito ha annunciato la costituzione di dieci strutture territoriali tra Milano e le province.

Oltre a Sesto, ci sarà un nuovo comitato anche a Cinisello Balsamo. Le due città sono attualmente amministrate da sindaci della Lega, che hanno messo sicurezza e lotta all’immigrazione al centro della loro agenda. Ora avranno un concorrente insidioso alla loro destra.

A coordinare la rete regionale sarà Giuseppe Minutolo, medico e imprenditore indicato dal movimento come riferimento per la fase di espansione sul territorio. Nel comunicato diffuso dal partito si parla di “presidi di ascolto e proposta” e della volontà di trasformare la Lombardia in un “laboratorio di buona politica” in vista delle prossime sfide elettorali, a partire dalle amministrative del 2027 fino alle regionali del 2028.

Ma l’avanzata del movimento riconducibile a Vannacci continua a suscitare forte preoccupazione nel mondo democratico e progressista. Le posizioni espresse negli ultimi mesi dal generale, spesso accusate di alimentare nazionalismo identitario, ostilità verso migranti e minoranze e una visione autoritaria della società, vengono considerate da molte forze politiche e associative come un segnale dell’ulteriore radicalizzazione della destra italiana.

Non è un caso che la scelta di aprire un comitato proprio a Sesto San Giovanni abbia un valore altamente simbolico. La città, per decenni conosciuta come “la Stalingrado d’Italia”, rappresenta ancora oggi un terreno politicamente sensibile, dove la crescita di movimenti sovranisti ed estremisti viene osservata con attenzione da sindacati, associazioni civiche e partiti del centrosinistra.

Redazione "La Città"

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